Ph Victor Polyakov

Quattro concerti in arrivo al Museo Carlo Zauli dal 10 al 13  settembre per il Festival Ossesioni, un progetto del Museo Zauli e della Scuola Sarti, con la direzione artistica di Donato D’Antonio.

Ossessioni intende proporre un momento dedicato alle musiche moderne e contemporanee in un luogo che fa della sperimentazione culturale la propria missione. Le ossessioni del titolo hanno un riferimento duplice: all’imprescindibile e ineluttabile necessità di mantenere una finestra aperta sulle musiche dei nostri giorni e le avanguardie, si affiancano anche le ossessioni di ogni compositore nella continua ricerca di un ampliamento dei propri confini nella sperimentazione e negli orizzonti creativi. I concerti puntano l’attenzione su alcuni elementi tipici delle musiche dei nostri giorni attraverso evidenti relazioni con quei compositori che hanno fatto da apripista con le tematiche contemporanee, quali Satie, Cage, Scelsi. Scuola Sarti, che da alcuni anni conduce un progetto didattico inserito nel dipartimento di musica contemporanea, è artefice di questa importante iniziativa culturale, con la collaborazione di Area Sismica, storica roccaforte dedicata al contemporaneo.

Si parte la domenica pomeriggio con Guovssahas “la luce che si può ascoltare”, una conferenza-concerto che prevede una prima parte di racconto di miti e leggende legati al fenomeno delle aurore, e la spiegazione scientifica sulla loro origine. Il concerto vero e proprio presenta composizioni per violino e pianoforte di autori originari di luoghi in cui osservare questo fenomeno celeste, immaginando che abbiano tratto ispirazione dalle aurore e che nella loro musica si possa ritrovare il ritmo di queste luci danzanti, proiettate durante l’esecuzione.

Il secondo appuntamento è con Piano Soundscapes, il format con cui Lorenzo Meo porta all’attenzione del pubblico un vario caleidoscopio sonoro e stilistico di musiche del XX e XXI secolo. Dalla forza onirica del virtuosismo strumentale di Gianluca Deserti passeremo agli immaginari paesaggi lunari di Giulia Monducci e alle sonorità metafisiche di Luigi Pizzaleo, accanto al vigore ritmico dell’estone Jaan Rääts e alle magnetiche trame sonore della finlandese Kaija Saariaho.

“Definito dal suo maestro di composizione – Arnold Schonberg – un “inventore di genio”, John Cage non smette di affascinarmi. Dai suoni, dalle parole, dalle partiture, emerge una mente che pratica la curiosità con disciplina e usa la meraviglia come meditazione quotidiana.” Così Agnese Toniutti riassume il concerto del 12 settembre, un omaggio a John Cage, in cui alcune delle sue invenzioni più conosciute e divertenti, come l’utilizzo del Toy Piano e del pianoforte preparato, vengono arricchite dal suo invito ad accogliere i suoni così come arrivano, per il piacere che danno.

Infine Matteo Ramon Arevalos presenta, tra gli altri, compositori pionieri della trasformazione sonora del piano: Erik Satie, Henry Cowell e John Cage. Alla première di Piège de Méduse, Satie posizionò sulle corde dei fogli per ottenere un suono più meccanico nella, probabilmente, prima apparizione di un piano preparato della storia. Aeolian Harp di Cowell è suonato sulla cordiera del pianoforte. Bacchanale è la prima opera per piano preparato di Cage, con feltri e gomme da cancellare tra le corde. Infine Arevalos eseguirà una propria composizione, ispirata alla rifrazione della luce, con gli elementi polimaterici dell’artista Roberto Pagnani.

Dal 10 al 13 settembre, Museo Carlo Zauli, Via della Croce, 6, Faenza (RA), info: 

www.museozauli.it

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