La recente installazione di Noa Pane esposta all’ingresso di ArtVerona 2017

Noa Pane (Roma, 1983), Adriano Valeri (Milano, 1987) e Silvia Bigi (Ravenna, 1985) sono i tre giovani artisti vincitori di “1502”, il concorso dedicato all’arte contemporanea in Romagna promosso dall’associazione [di-fus-sa] contemporanea e conclusosi lo scorso 15 settembre. Per chiunque voglia conoscere da vicino il lavoro dei tre vincitori l’appuntamento è all’Oratorio San Sebastiano, a Forlì, dove le opere saranno esposte fino al prossimo 12 novembre. A sceglierli una commissione che,
composta da diverse professionalità nell’arte contemporanea, si è ritrovata concorde nel
valutare le opere di questi artisti. Paola Capata, Selva Barni, Davide Ferri, Matteo Zauli Luca Coser hanno voluto premiare la coerenza rappresentativa, la sperimentazione, la qualità e l’impatto scenografico dei lavori presentati dagli artisti. Il tema di quest’anno attorno a cui si è mosso il concorso è stato l’effimero, aggettivo che ben descrive l’arte contemporanea e la società odierna. Di come è nato il concorso e del significato della cifra che ne caratterizza il nome ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, a cui vi rinviamo cliccando qui. 

Noa Pane vive al momento tra Novafeltria e Norimberga, dove si è spostata per ragioni di studio. In Italia ha frequentato l’Accademia d’arte di Urbino, specializzandosi in scultura ambientale; è stata accettata al Royal College of Art, Londra, dove seguirà un master nel 2018. Recentemente ha partecipato a una collettiva nello spazio fiorentino BASE, progetti per l’Arte; nel 2015 ha presentato la performance “I’m not inflatable” alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino. Si interroga sul ruolo femminile e sulla percezione che le donne hanno di se stesse in una società in cui a dominare sono gesti conservativi, quasi rituali, con una tendenza a perpetrare una differenza di genere non sempre positiva.

Adriano Valeri vive invece tra New York e Cesenatico. Ha studiato all’Accademia d’arte di Venezia, dove ha partecipato a vari workshop e residenze, tra cui una alla Fondazione Bevilacqua. Rappresentato in Italia dalla Galleria Marcolini di Forlì, ha esposto in varie collettive e fiere. La sua indagine artistica è una dettagliata descrizione a-critica del reale urbano e suburbano, in cui posiziona elementi naturali e oggetti umani fianco a fianco. La sua pittura è una mimesi solo parziale del visibile, che racconta con tecniche di straniamento cromatico.

Silvia Bigi è nata a Ravenna nel 1985, dove vive e lavora. Si è laureata al Dams di
Bologna e ha conseguito un master in fotografia presso il Centro Sperimentale Adams di Roma. Ha approfondito i suoi studi all’ICP di New York. È stata per tre anni direttrice artistica di Lilith, spazio per la fotografia contemporanea a Ravenna. La fotografia e il video sono i suoi linguaggi d’elezione, con cui si interroga su dinamiche temporali e sociali. La donna, che l’artista racconta a tratti in maniera onirica e romantica, a tratti formale e sensuale, ha spesso un ruolo centrale nei suoi lavori.

 

Fino al 12 novembre, 1502, Oratorio San Sebastiano Forlì – Info: premio1502@comune.forli.fc.itdiffusacontemporanea@gmail.com

[l.r.]

 

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