Milan Grygar, Antifona, Installation view, p420, Bologna

La Galleria P420 presenta Antifona la personale del maestro Milan Grygar (Zvolen, Slovacchia, 1929) che torna a esporre nella galleria bolognese dopo la prima mostra del 2014.

Alle parole dell’artista cecoslovacco è lasciato l’incipit di questo nuovo progetto espositivo: «Sono arrivato alla conclusione che ciò che prevale nel mondo è la correlazione: il suono è connesso alla visione, e la visione non può esistere senza suono. Tutto ciò che un essere umano fa è connesso: i fenomeni visivi e acustici sono complementari». Per circa mezzo secolo, a partire dalla metà degli anni Sessanta, Milan Grygar ha sviluppato un corpus di opere la cui premessa è l’indissolubilità di due sensi che l’arte occidentale ha spesso considerato separatamente, la vista e l’udito. Le sue opere hanno un legame essenziale con il suono: ne registrano in forma visiva il decorso o si costituiscono come partiture più o meno dettagliate per produrlo.

Se nella prima mostra in galleria (Sound on paper, 2014) si erano presentati i lavori degli anni ’60 e ’70 legati alle sperimentazioni sonore, visive e performative (Acoustic Drawings, Sound Plastic Drawings e Linear Scores), in questo nuovo appuntamento si è scelto adesso di concentrasi su tele anche di grandi dimensioni e acquerelli su carta. La serie Antifona che da il titolo alla mostra è realizzata da Grygar a partire dal 1996: un ciclo di grandi tele che vogliono affrontare il rapporto tra suono e colore nell’alternanza tra armonioso e non armonioso, sono spesso dittici con composizioni geometriche minime o monocromi – prima con colori cupi e negli ultimi anni con colori sempre più accesi – che creano tra loro una forte relazione spaziale.

Fino all’11 novembre.

Info: p420.it

[L.R.]

 

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