di Lorenza Boisi

Torna Selvatico che, arrivato alla sua XII edizione, ci offre un programma di mostre e inaugurazioni ancora più ricco rispetto alle precedenti, dislocato come sempre per tutto il territorio della Bassa Romagna e non solo. «Selvatico è una geografia fatta di luoghi, persone e cose», racconta il suo ideatore, Massimiliano Fabbri, nella sua doppia veste di artista e di curatore di un evento che, come egli stesso sottolinea, è pensato come «una mappa che congiunge una pluralità di spazi e artisti all’interno di un percorso che si disegna e ramifica attraverso una costellazione di mostre diffuse».

Questa costellazione ha cominciato a brillare dallo scorso 6 settembre dalla Galleria Marcolini di Forlì (con le opere di Lorenzo Di Lucido, Alessandro Finocchiaro, Guido Catelli e Annalisa Fulvi), per proseguire con un ritmo regolare e continuo di inaugurazioni nei successivi due mesi, fino al 4 novembre, con la personale di Giovanni Frangi ospitata nell’ala nuova del Museo della Città di Rimini.

E oltre alle città di Forlì e di Rimini, la mappa di Selvatico comprende anche Fusignano (dove tra il Museo Civico San Rocco e la sede del Comune espongono dal 7 settembre Giulia Dall’Olio, Cesare Baracca, Lucia Baldini, Federica Giulianini, Martina Roberts e Marina Girardi), Cotignola (dal 30 settembre al Museo Civico Luigi Varoli, Palazzo Pezzi e Palazzo Sforza, ci aspettano Marco Samorè, Silvia Chiarini, Giovanni Lanzoni, Giulio Zanet, Marco Salvetti, Jacopo Casadei, Antonio Bardino, Matteo Nuti, Vera Portatadino, Giovanni Blanco, Domenico Grenci, Debora Romei, Marco Andrighetto, Denis Riva, Massimo Pulini, Alberto Zamboni, Vittorio D’Augusta e i solo show di Rudy Cremonini e Alessandro Saturno), Faenza (dove al MIC da venerdì 13 ottobre è prevista la personale di Lorenza Boisi) e  Bagnacavallo (appuntamento dal 15 ottobre al Convento di San Francesco, dove espongono nell’ordine Mirko Baricchi, Luca Coser, Lorenzo di Lucido, Paola Angelini, Enrico Minguzzi, Elena Hamerski, Massimiliano Fabbri, Lorenza Boisi, Luca Caccioni e Veronica Azzinari).

A connettere tra loro tutte le mostre è il tema della Foresta (con il sottotitolo programmatico di Pittura Natura Animale) intesa come luogo simbolico, una zona vergine e di confine tra realtà diverse, il grado zero di una creatività dove tutto può ancora succedere e tutto può reinventarsi. La Foresta, quindi, non come semplice ritorno alla natura e al paesaggismo – seppur si tratta di una tematica oggi centrale per molti artisti – ma come mezzo per tornare a riflettere sulla pittura e sulle sue infinite declinazioni, testimoniate dagli oltre quaranta autori in mostra. «Una solitudine di foresta – riportando ancora le parole di Fabbri – plurale e molteplice, che si declina e infittisce via via addentrandosi e sperdendosi in una moltitudine di sguardi e possibilità […]. Pittura come foresta  quindi. Pittura che si sostituisce alla natura. Pittura vs natura, a dire di un conflitto o impossibilità. Fratture e ferite che la pratica e disciplina del dipingere cercano di risanare e cucire. Preghiere. Mancanze. Esplorazioni. Distanze. Abbandoni. Assalti. La pittura come belva. Acquattata. Animale. La pittura è più intelligente di noi».

Fino al 5 novembre, SELVATICO: FORESTA, Fusignano, Cotignola, Bagnacavallo, Faenza, Forlì, Rimini, sedi varie, Apertura: orari vari – Info: museovaroli.it

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