A Gianni Turin è stato assegnato il compito di ricordare alcuni dei momenti più difficili della nostra storia contemporanea, in un progetto diffuso sul territorio bolognese che, partendo dalla Raccolta Lercaro, lega sé le sedi museali più simboliche della città. L’idea espositiva si lega a due precedenti esposizioni: Bologna 2012 presso la Basilica di Santo Stefano con servizio curato dalla RAI (Il tema trattato: il rapporto uomo-scienza-fede); Bassano del Grappa 2016 (l’esposizione ha aperto le commemorazioni dedicate al Centenario della Prima Guerra Mondiale) dove le opere dell’artista sono state poste in dialogo con le collezioni storiche del Museo Civico, con primaria attenzione alle opere di Guariento, Da Ponte, Piazzetta e Canova. In questo nuovo progetto, il tema storico è la  Grande Guerra, la Guerra di Resistenza, la Deportazione ebraica, gli Anni di Piombo per concludere con i drammi nati come conseguenza delle politiche del Novecento: le guerre religioso-politiche e la migrazione di massa nel Mediterraneo .Per Turin ogni ragione è riconducibile al carattere dell’uomo singolo, alla sua capacità o incapacità di gestire i propri concetti di amore o violenza. Da questo principio nasce l’opera dell’artista con risultati non programmabili, perché se la partenza si presenta come un dipinto, o un’idea pittorica, il risultato consiste in un intreccio di materiali che vanno a formare sculture o piccole architetture. L’esposizione di Turin è un viaggio di carattere storico-filosofico nel quale si ritrovano mescolate icone di civiltà antiche con identità moderne, eventi storici che hanno sempre certe ricadute in comune, per comprendere come alla base della natura umana vi sia sempre contrasto tra odio e amore e come l’uomo in guerra ( il soldato di epoca romana come l’attuale marines americano) sia sempre lo stesso con gli stessi allenamenti mentali. Per maggiori informazioni e conoscere tutte le sedi del progetto Diffusa 17 : fondazionelercaro.it

(l.r.)

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