CARLO VALSECCHI # 01001 CRESPELLANO, BOLOGNA, IT, 2016 © CARLO VALSECCHI. COURTESY OF PHILIP MORRIS MANUFACTURING AND TECHNOLOGY BOLOGN

Si è da poco inaugurata la terza edizione della Biennale di Fotografia dedicata all’Industria e al mondo del lavoro promossa dalla Fondazione MAST, riconfermandosi come evento di punta della programmazione culturale nazionale e internazionale. Il capoluogo emiliano si trova così a fare da scenario con i meravigliosi palazzi rinascimentali del suo centro storico ad una riflessione unica nel suo genere: l’indagine promossa sul rapporto tra arte e industria, e su come quest’ultima possa essere raccontata e valorizzata nella sua storia attraverso l’immagine fotografica.

ALEXANDER RODCHENKO VOLANTI, DALLA SERIE “STABILIMENTI AUTOMOBILISTICI AMO”, MOSCA, 1929 © ALEXANDER RODCHENKO BY SIAE 2017, COLLECTION OF MULTIMEDIA ART MUSEUM, MOSCOW / MOSCOW HOUSE OF PHOTOGRAPHY MUSEUM
LE MOSTRE IN CITTA’

In un percorso che unisce luoghi storicamente consacrati alla cultura a Palazzi aperti in via straordinaria per l’occasione, Foto/Industria 2017 presenta 14 mostre, 14 progetti di eccellente qualità curati dal grandissimo François Hébel che riuniscono autori la cui bravura è riconosciuta a livello planetario da Alexander Rodchenko (esposto a Casa Sareceni, sede Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna in via Farini) a Mitch Epstein (Pinacoteca Nazionale), a Mathieu Bernard-Reym (Spazio Carbonesi) e  Vincent Fournier (MAMbo).

MITCH EPSTEIN: AMERICAN POWER CENTRALE A CARBONE AMOS, RAYMOND, WEST VIRGINIA, 2004 © MITCH EPSTEIN, COURTESY OF THE ARTIST AND OF THE WALTHER COLLECTION NEU-ULM, GERMANY, AND NEW YORK, USA

Ma la mostra che ci ha più colpito è stata il grande tributo a Josef Koudelka, allestita al Museo Civico Archeologico, con una selezione dei suoi Paesaggi Industriali raccolti tra il 1986 e il 2010. Nelle sue immagini (40 stampe in un formato di circa tre metri di larghezza) si narra del trasformazione del paesaggio causata dalla rivoluzione industriale, rincorrendo alle parole di Vaclav Havel, letterato ed ex presidente della Repubblica Ceca, che nel suo Black Triangle ammoniva l’uomo moderno ricordandogli di non comportarsi come il “signore onnisciente del pianeta, che può cavarsela facendo quel che gli pare e che in quel momento gli fa comodo”.

JOSEF KOUDELKA, FRANCIA, DUNKERQUE, SOLLAC, AREA DI OMOGENEIZZAZIONE, 1987 © JOSEF KOUDELKA/MAGNUM PHOTOS

Per quanto riguarda i fotografi italiani in mostra, Hébel ha indirizzato il suo sguardo verso il giovane Michele Borzoni (Palazzo Pepoli Campogrande), che è a Bologna è presente con immagini di sconfinati spazi di lavoro presenti nelle moderne società di servizi e il grande Mimmo Jodice (Santa Maria della Vita), che ci propone una toccante riflessione sul lavoro minorile, testimone sul suo impegno civile fin dagli anni giovanili, raccolto a Napoli negli anni Settanta.

MIMMO JODICE, NAPOLI, 1973 © MIMMO JODICE

All’ex Bastardini Carlo Valsecchi racconta i nuovi spazi della Philip Morris, la società americana che ha da poco aperto uno stabilimento proprio sul territorio bolognese. E il giro poi si conclude con Lee FriedLander (Fondazione del Monte), Joan Fontcuberta (Palazzo Boncompagni), John Myers (Museo Internazionale e Biblioteca della Musica), Marten Lagen (al Teatro San Leonardo) e Yukichi Watabe (Musei di Palazzo Poggi).

MICHELE BORZONI CONCORSO PER L’ASSUNZIONE DI 40 STORICI DELL’ARTE DA PARTE DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI. 1550 CANDIDATI SI SONO ISCRITTI ALL’ESAME PRESSO LA NUOVA FIERA DI ROMA © MICHELE BORZONI/TERRAPROJECT

THOMAS RUFF PROTAGONISTA AL MAST

Protagonista alla MAST.Gallery è invece Thomas Ruff scelto da Urs Stahel per raccontare un mondo fatto di rapporti tra umani e macchine, ibridato nella sue immagini. Alla serie Machine si affiancano le immagini di Night, Houses, Other Portraits, Jpgs, Photograms e Negatives, opere che insieme danno vita a un unico e potente coro di voci che parla di macchine e di energie.

THOMAS RUFF, JPEG CO01, 2005 DALLA SERIE “JPEG” © THOMAS RUFF, BY SIAE 2017 COURTESY OF THE ARTIST AND LIA RUMMA GALLERY
L’ALTRO GRANDE PROTAGONISTA: ANISH KAPOOR

In occasione dell’inaugurazione di Foto/Industria è stato svelato alla stampa anche la nuova opera che andrà ad arricchire le Collezioni della Fondazione MAST, ovvero l’opera REACH di Anish Kapoor. L’artista inglese è stato scelto tra i simboli di questa Collezione proprio per il suo modo di ricercare e sperimentare con continuità i materiali industriali mostrando allo stesso tempo una naturale attrazione per tutto ciò che è organico. In Reach protagonista è l’acciaio inossidabile, combinato in una forma naturale e specchiante che gioca nel suo modo di riflettere tra vuoto e pieno, tra concavo e convesso, tra ciò che è reale e ciò che è ideale.

Anish Kapoor, Reach, 2017

Per maggiori informazioni:

www.fotoindustria.it

www.mast.org

 

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