Naoki Ishikawa, dalla serie "The exposed landscape" c-print 73 x 90 cm © l’artista

Gli spazi del MATA- ex Manifattura Tabacchi di Modena ospitano fino al prossimo 4 febbraio la mostra Sequenza Sismica, curata da Filippo Maggia in collaborazione  con Teresa Serra. Sette fotografi internazionali raccontano l’Italia e i terremoti che hanno colpito il nostro paese negli ultimi dieci anni, dall’Aquila all’Emilia, fino a quello più recente di Amatrice: una serie di eventi distinti, che, attraverso le loro immagini, si trovano così ad essere accomunati in una dimensione unica e corale, pur nella varietà delle prospettive adottate da ciascun artista. Tanti gli interrogativi che hanno accompagnato la ricerca degli artisti nel corso della missione: la natura è diventata il nostro più temibile nemico? Che succede quando ci si ritrova ad aver perso tutto? Da dove ricominciare a ricostruire? E fin dove è lecito spingersi nel fotografare il dolore delle comunità colpite?

Alicia Dobrucka Castro, Montegallo, 2017 dalla serie “Damage” c-print 50 x 60 cm © l’artista

I pungenti bianchi e neri di Olivier Richon e i paesaggi silenziosi di Hallgerður Hallgrímsdóttir, le inquadrature crude di Naoki Ishikawa, il caos ragionato dei collage di Tomoko Kikuchi, i luoghi sordi e laconici di Eleonora Quadri, le insinuanti fotografie di Valentina Sommariva e gli attenti giochi di forme che dominano le composizioni di Alicja Dobrucka: le oltre 70 fotografie di Sequenza Sismica ritraggono luoghi e situazioni specifiche, ma sono lo specchio di una condizione di precarietà e fragilità in cui tutta l’umanità può riconoscersi. Le immagini di oggi sono accompagnate da una selezione di documenti storici, curata da Chiara Dall’Olio.

Valentina Sommariva Senza Titolo, dalla serie ‘Cicatrici’, 2017 stampa inkjet 100 x 70 cm © l’artista

A completare il progetto, un video documentario prodotto da Fondazione Fotografia Modena, ideato e realizzato da Daniele Ferrero e Roberto Rabitti, girato negli stessi luoghi visitati dai fotografi in più momenti: il video ruota attorno al tema cardine del tempo, della sua percezione straniata e distorta durante eventi traumatici. Grazie alla consulenza di alcuni professori dell’Università di Pisa è stato inoltre possibile per i due autori approfondire le dinamiche che caratterizzano la psicologia del trauma, indagando in particolar modo gli effetti psichici e fisici tipicamente riscontrabili a seguito di terremoti.

Per info: fondazionefotografia.org

 

(l.r.)

 

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