Quando ho varcato la soglia di Back to the wine  – la fiera di Faenza dedicata ai vignaioli artigiani  – pensavo di riuscire a degustare la maggior parte dei vini, ma con tutta la mia buona volontà non sono arrivato nemmeno alla metà. Il vino è il mio campo. Commercio in vino grosse quantità – navi per intenderci – ma non ho ancora imparato a sputare, a meno che non sia imbevibile.

Mi è piaciuto respirare l’aria di confronto, di passione, goliardica e conviviale, abbastanza distante da certe tensioni commerciali che vivo di solito alle fiere che frequento.

La maggior parte degli espositori sono produttori che focalizzano principalmente l’attenzione sul metodo di produzione, biologico o biodinamico che sia, e che provengono dall’applicazione di metodi naturali ed esperienze ancestrali rinnovate da nuove consapevolezze. Evitano quelle tecniche (legali) che vengono utilizzate, soprattutto in cantina, per addomesticare certi mosti o per ovviare alle conseguenze negative di una vendemmia storta, al fine di avere un prodotto omogeneo e costante durante gli anni ed ottenere quelle caratteristiche necessarie a soddisfare i gusti (più o meno indotti) del mercato.

Alcuni di questi produttori hanno un piglio “talebano”, altri fanno l’occhiolino al mercato e questo si percepisce anche nel gusto del vino.

E’ stato un bel viaggio subatomico nel variegato mondo vitivinicolo italiano, ho degustato ottimi vini da un punto di vista della genuinità e della salute, che ti danno una sana allegria e molto difficilmente un mal di testa. Ho bevuto un vino prodotto da un vitigno esistente solo in quell’ettaro di vigneto e blend ottenuti da vitigni che non si sarebbero mai incontrati in un vino se un giorno un nonno non avesse piantato quella strana varietà.

Ho anche scoperto che i più ricercati designer di etichette di vini artigianali sono i figli, meglio se sotto i dieci anni, poi le mogli, per passare al fratello ed infine all’amico.

Una fiera a cui non possono mancare appassionati e coloro che sono in un percorso di conoscenza del vino.

Ferruccio Trivelli

Vista il 13 novembre alla Fiera di Faenza

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