Tenco, mezzo secolo dopo. Una rivisitazione a tre mani con Gianluigi Tartaull, voce e chitarra, Luca Bombardi al pianoforte e Alessandro Scala al sax. La musica, i testi ma anche le narrazioni di Tartaull in cui rieccheggiano i passi di vita vissuta, la genesi e la lettura delle parole delle canzoni: un insieme imprevedibile dentro e fuori la musica. Gli autori lo definiscono un concerto-sconcerto. «Sconcerto – dicono – per la totale assenza di una dimensione temporale: chi canta e chi ascolta fluttua continuamente tra le epoche della sua età, tra sogni e ferite, tra visioni e conferme, tra ‘è ancora così’ ed ‘era già così’, in un tempo né presente né passato. Sconcerto di memoria, e di percezione: l’emozionante concretezza di quelle canzoni tra tenerezza e rimpianto, tra speranze certe e delusioni inevitabili, tra inviti a non mollare e disperazioni che nutrono il crescere. Solo la dimensione dal vivo riapre quello scrigno che le canzoni di Tenco hanno riempito di cose preziose, uno scrigno chiuso per preservare, chiuso per tramandare, chiuso per riaprirlo intatto».

Fra le parole scelte per presentare lo spettacolo, particolarmente pregnanti quelle di un Walter Veltroni in libera uscita dalla politica e dal cinema: «Tenco è un artista che seppe rompere l’abisso di banalità nella quale, allora, pareva naturale che la canzone dovesse restare, come un piacevole rumore di fondo di un’Italia ormai lanciata verso il benessere». Parole a cui fanno da contrappunto quelle della scrittrice Lidia Ravera: «Mi sono innamorato di te perché non avevo niente da fare è un verso che ha violentato la mia prima adolescenza, mi ha fatta crescere. I quarant’anni a seguire hanno confermato le sue parole».

Dopo il successo di una prima esecuzione estiva, lo spettacolo torna in scena, con la presenza del sassofonista Alessandro Scala, a lavorare fra le pieghe del pentagramma e ribadire la pregnanza anche musicale di un canzoniere con pochissimi precedenti – e pochissimi degni epigoni – nella storia nazionale della canzone. Una canzone popolare e colta al tempo stesso, letteraria ma con una chiave di lettura – e di empatia – in mano a tutti.

Venerdì 15 dicembre, IO SONO UNO: LUIGI TENCO 50 ANNI DOPO, Gianluigi Tartaull – voce e chitarra, Luca Bombardi – pianoforte, Alessandro Scala – sax. Mama’s club Ravenna, Mama’s Club, via San Mama 75, ore 21.30 – info: mamasclub.it

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