Silvia Costa, Alla traccia, lode a ciò che è stato rimosso

 

Il 2017 della rigorosa realtà artistica guidata da Lorenzo Bazzocchi si chiude con un doppio appuntamento. Da non perdere. 

A coronamento di un anno denso di progetti e realizzazioni, venerdì 15 dicembre al teatro Félix Guattari di Forlì, spazio diretto e curato da Masque teatro, è in programma una serata di sicuro interesse.

Alle ore 21 Silvia Costa, proteiforme autrice e interprete di performance, spettacoli teatrali e video, dal 2006 stretta collaboratrice del regista Romeo Castellucci, presenterà Alla traccia, lode a ciò che è stato rimosso. Proposto a conclusione della residenza artistica ospitata da Masque teatro all’interno del Progetto Interregionale di Residenze Artistiche, realizzato con il contributo di Regione Emilia Romagna e MiBACT, lo spettacolo è interpretato da Laura Pante e dalla stessa Silvia Costa, che suggerisce: «C’è alla base un’idea di fabbricazione, quasi artigianale, delle posture del corpo, pezzo dopo pezzo, incastro dopo incastro. Il corpo si sposta solo dove trova sostegno, su un campo dove possa esistere, solo o in relazione a corpi altri, estranei. Simbolici. Pesanti. Oggetti che a loro volta si imprimono, lasciano tracce, segni, marcature. In essi cerchiamo il lato grafico-meccanico (segno che lasciano attraverso la pressione sulla pelle), e il loro portato mnemonico-metaforico (trauma non rimosso). Alla traccia vuole essere un omaggio a ciò che marchia, che lascia il segno quando lo si rialza; a ciò che persiste come ombra quando lo si decolloca; a ciò che s’imprime nel tempo e sprofonda per pressione nelle cose».

 

Masque teatro, Il presente – foto di Lorenzo Bazzocchi

 

Alle ore 22.15 il teatro Félix Guattari, che nell’anno in corso ha ospitato quattro Compagnie in residenza (Opera, barokthegreat, Menoventi e Silvia Costa) accoglierà Il presente di Masque teatro, del quale Eleonora Sedioli è autrice e interprete: «Posato sulla superficie d’acciaio, un corpo riposa» ha scritto la studiosa Sara Baranzoni in merito a questa performance «Il polmone della macchina, accarezzato da una luce calda e soffusa, prende lentamente vita, e alla prima insufflazione la figura emerge dall’onda liscia iniziando a comporsi. Il tronco, che si intuisce vigoroso ma leggiadro, esce solo parzialmente dall’ombra, nella quale tenta di produrre i suoi arti, formazioni provvisorie che vengono continuamente spostate e riassorbite, dando luogo a una continua metamorfosi che moltiplica il corpo: non è possibile riconoscerne la singolarità, non è possibile individuarne gli estremi. Il movimento respiratorio della macchina, divenuta ulteriore organo proiettato fuori dal corpo, scandisce le possibilità di mutazione della figura, distesa, eretta, ma mai separata dal diaframma metallico che ne garantisce e allo stesso tempo ne limita la stabilità. Spinta dalle valvole, l’onda si modifica, imponendo nuove geometrie corporee. All’aumentare della luminosità, il movimento che consente il passaggio da una postura all’altra si fa elegante, felino, e una volta rese evidenti le sue parti, riconosciamo un corpo femminile, mai sfacciato nella sua nudità, mai ingombrante, piuttosto delicato, soffice, nella plasticità delle forme che assume. La grazia della composizione non viene alterata dall’esposizione e dal movimento di muscoli poderosi: essi paiono formarsi nell’istante stesso dell’incontro con lo sguardo».

 

15 dicembre, ore 21 – Forlì, teatro Félix Guattari (Ex Filanda Maiani), Via Orto del Fuoco 3 – biglietto per l’intera serata 5 euro – info: 393 9707741, masque.it

 

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