Santo Stefano al Teatro Storchi si festeggia con Humanoptère, la nuova creazione di Clément Dazin, martedì 26 dicembre solo alle ore 17.30: non solo giocoleria come un puro esercizio tecnico fine a se stesso, ma un punto di partenza atto a sperimentare estetiche nuove e orizzonti inesplorati.

Fin dall’infanzia Dazin ha familiarizzato con la pratica del gesto e del movimento coreutico: a soli sei anni infatti si è confrontato prima con la ginnastica e l’arte circense, e successivamente, con la danza hip hop, il teatro, le acrobazie. Passioni che lo hanno indirizzato verso l’École de Cirque de Lyon e, a seguire, il celebre CNAC/National Center for Arts du Cirque a Châlons-en-Champagne nella Francia settentrionale.

In Humanoptère, l’artista indaga il concetto di lavoro attraverso le tecniche circensi e lo fa utilizzando un linguaggio originale, sorprendente, minimalista, dal forte impatto emotivo. Per questo lavoro l’artista si ispira al mito di Sisifo, noto per essere, tra quelli mortali, il personaggio della mitologia greca più scaltro e anche il meno scrupoloso. Condannato da Zeus, Sisifo venne costretto a spingere ripetutamente, per l’eternità, un masso dalla base alla cima di un monte. Una punizione, quella di ricominciare ogni volta la faticosa scalata, che risponde a una legge del contrappasso ante litteram per il carattere che aveva contraddistinto la sua personalità.
L’assurdità del movimento che si ripete ciclicamente e a vuoto, si traduce sul palco in uno spettacolo ad alto tasso di precisione coreografica e ritmica, che Dazin ha realizzato facendosi accompagnare in scena da sei giocolieri. Fra ripetizioni alienanti, virtuosismi, giochi di palline che volano, allegorie delle idee di un artista eclettico e brillante come Dazin, lo spettacolo si tramuta in una riflessione sul mondo del lavoro e sulle sue frenetiche evoluzioni.

26 dicembre, Teatro Storchi, Largo Garibaldi 15, Modena, 17.30, info: www.emiliaromagnateatro.com

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