Mercoledì 17 gennaio il MIC di Faenza ha il piacere di inaugurare la nuova Project Room, un nuovo spazio collocato all’inizio del percorso rinascimentale faentino, che ospiterà eventi e progetti speciali che si susseguiranno tra restauri, donazioni, pubblicazioni e collezioni. Ad inaugurare la nuova sala sarà l’esposizione “Una donazione di porcellane della collezione Ugo Gobbi” a cura di Valentina Mazzotti, con la quale si festeggia anche il protettore dei ceramisti Sant’Antonio Abate. La mostra resterà aperta al pubblico fino all’11 marzo.

Ugo Gobbi fu un grande studioso e collezionista della porcellana, particolarmente interessato al filone decorativo a fiori naturalistici di tipo “europeo”. Le porcellane presenti nella mostra risalgono al XVIII secolo, periodo in cui questo filone divenne di moda, e provengono da diverse manifatture europee quali Meissen, Vienna, Chelsea, ma anche quella di Geminiano Cozzi a Venezia e la Real Fabbrica Ferdinandea a Napoli, le quali praticavano questo tipo di ornamenti.

La prima manifattura a lanciare la moda dei fiori naturalistici “europei” sul vasellame in porcellana fu quella di Claudius Innocentius Du Paquier a Vienna negli anni Trenta del XVIII secolo, seguita a ruota poi dai Meissen. Nacquero così gli ormai conosciuti deutsche blumen: si tratta di decorazioni naturalistiche con ombreggiature che venivano copiate da libri di botanica o dalle opere  di Johann Wilhelm Weinmann, Maria Sibylla Merian, Martin Engelbrecht e di Jean Baptiste Pillement. Le decorazioni floreali piacquero al punto che nel corso del secolo divennero una vera e propria moda presso tutte le fabbriche europee.

Dal 17 gennaio all’11 marzo, Una donazione di porcellane della collezione Ugo Gobbi, Project Room MIC Faenza, info: micfaenza.org

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