In scena all’Arena del Sole fino al 10 gennaio la Compagnia del Pratello, diretta da Paolo Billi, direttore del Teatro del Pratello e regista che da molti anni si occupa di attività teatrali in carcere: Mère Ubu Impresa di teatro carcere vede infatti sul palcoscenico i ragazzi in carico ai Servizi di Giustizia minorile, provenienti da Comunità Educative del territorio regionale le attrici e gli attori di Botteghe Moliére: Maddalena Pasini, Susanna Accornero, Giulia Scarselli, Viviana Venga, Annalisa Ntzufras, Lilia Papperini, Claudio Bocchi e Giuseppe Evangelisti.

Elemento fondamentale dello spettacolo è il video di scena realizzato da Simone Tacconelli e Manuela Tommarelli all’interno dell’Istituto Penale Minorile di Bologna; da settembre a novembre, sono stati coinvolti dodici giovani detenuti in attività laboratoriali di scenotecnica, di prove e di riprese. Dentro all’ex chiesa-teatro dell’Istituto Penale è stata costruita la struttura di un panopticon, ovvero il nuovo modello di carcere progettato nel Settecento, affermatosi sino al Novecento, che è caratterizzato dal fatto che il detenuto (criminale o malato o pazzo che sia), sia sempre visibile alla sorveglianza: sa di esserlo, ma non sa quando. La grande scenografia di un carcere dentro a un Istituto Penale è stata realizzata dall’architetto Gazmend Llanaj, con i ragazzi dell’Istituto penale minorile nel corso delle attività di formazione professionale gestite dall’IIPLE.

«Mère Ubu – scrive Billi nelle sue note di regia –  folgorata dall’arte teatrale nella sua permanenza in carcere, una volta scontata la pena, si dedica al Teatro Galera, quale strumento di redenzione sociale, diventando una impresaria di teatro in cui far esibire monstrum e suscitare nel pubblico pietà e sconcerto. Circondata dalle volontarie “Dame della Compagnia di San Scalognata”, da giovin e vecchi attori galeotti, Mere Ubu da vita a un Teatrino Patafisico, con numeri di arte varia che si ispirano a Rabelais, Cervantes e Swift. Mere Ubu si lancia in impietose e stridenti riflessioni sul teatro che si fa in carcere, ribollendo insieme Goldoni e Pirandello».

Lo spettacolo vuole essere una accusa amara e scorretta contro la retorica che svuota, banalizza e plastifica quei valori, le dure scelte, le ricerche artistiche di chi ha deciso, sulla sua pelle, di far teatro dentro il carcere.

Dal 6 al 10 gennaio, Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44, Bologna, info: www.emiliaromagnateatro.com, info@teatrodelpratello.it  

 

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