Il realismo di Luigi Busi (Bologna, 1837-1884) è forse una delle punte più alte della pittura bolognese di fine Ottocento. Ce lo ricorda una mostra, la prima grande monografica dedicata al pittore nella sua città natale, inaugurata lo scorso 27 gennaio nelle sale del centralissimo Palazzo d’Accursio. A cura di Stella Ingino con la collaborazione di giovani e preparati storici dell’arte Ornella Chillè, Alessio Costarelli e Ilaria Chia, la mostra è stata promossa dall’associazione Bologna per le Arti, che continua così il suo impegno nella diffusione della conoscenza della cultura artistica bolognese tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

Formatosi al Collegio Venturoli, Luigi Busi diventerà presto uno dei più raffinati interpreti del realismo bolognese, dipingendo scene di carattere storico alternate a quelle di vita borghese, con una predilezione verso temi familiari resi con vibrante sensibilità che gli garantirono ben presto l’ammirazione del pubblico. L’apice della fama la raggiunge l’apice della fama con la premiazione all’Esposizione Nazionale tenuta a Parma nel 1870 e con l’Esposizione Universale di Vienna nel 1873.

Non mancarono i premi, numerosi, tra cui la nomina di Socio Onorario presso l’Accademia di Belle Arti di Milano, di Bologna e di Perugia, oltre al titolo di Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia. La morte prematura, avvenuta all’età di soli 47 anni, stroncò la sua brillante carriera.

Luigi Busi. L’eleganza del vero 1837 – 1884  è una mostra di ampio respiro, che raccoglie più di 40 opere di provenienza sia pubblica che privata affiancate dai dipinti dei maestri che hanno segnato la sua formazione e degli artisti contemporanei che ne hanno influenzato l’iter creativo.

 

Fino al 18 marzo 2018

Info: bolognaperlearti.it

(l.r.)

 

 

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