Lica e Albe Steiner, coppia nella vita e nell’arte, ha fatto al storia della grafica italiana della seconda metà del Novecento. A loro il MAR di Ravenna dedica un’interessante mostra che presenta la produzione del loro Studio dai primi lavori del 1939 fino alla fine della Guerra e al viaggio in Messico.

Il racconto per immagini si sviluppa tra ricerche grafiche, fotografie, editoria, pubblicità influenzate dall’Avanguardia, per disegnare uno spaccato dell’Italia del Dopoguerra tra ideali antifascisti, volontà di rinnovamento culturale e crescita economica.

Il loro lavoro fu infatti caratterizzato da quella che fu definita la poetica dell’ottimismo. I due credevano che il loro impegno professionale e didattico potesse disegnare un futuro migliore, una rinascita dalle ceneri lasciate dal fascismo. Una profonda amicizia li legava agli intelettuali Elio Vittorini e Italo Calvino. Insieme furono protagonisti del rinnovamento culturale di quegli anni.

Gli Steiner aprono insieme lo studio di grafica nel 1939 e primi lavori furono dedicati alla stampa antifascista. Terminata la guerra furono tra i fondatori dei Convitti della Rinascita, curarono due mostre a Palazzo Reale sulla Liberazione e sulla Ricostruzione e furono redattori grafici de Il Politecnico diretto da Elio Vittorini.

Albe e Lica di origine ebrea, partirono poi, alla fine del 1945, per il Messico per raggiungere i due fratelli di Lica, là espatriati, prima delle leggi razziali, e per riunire quanto era rimasto della famiglia dopo la guerra. In Messico si trovarono a lavorare con i muralisti tra cui Siqueiros, Rivera e altri e Hannes Meyer, tra gli esuli della scuola Bauhaus. Rientrarono in Italia per partecipare alle prime elezioni libere del 1948, dove ripresero il loro lavoro professionale.

Hanno inventato e disegnato il marchio del premio Compasso d’oro, lavorarono alla prima mostra dell’Estetica del prodotto in Rinascente, alla fondazione dell’ADI (Associazione Disegno Industriale), del Sindacato degli Artisti, dell’Associazione Italiana Artisti Pubblicitari.

Collaborarono anche con la RAI, col Piccolo Teatro di Milano, con la Triennale, con la Biennale di Venezia, con molti editori tra cui Feltrinelli (1955/65), Zanichelli (1960/74), con Pierrel, Bertelli, Aurora, Coop e tante altre imprese. Lica, dopo la morte del marito (1974), continua l’attività didattica e professionale con la figlia Anna e Franco Origoni, lavorando a pubblicazioni e mostre. La mostra è curata dalla figlia Anna. Tutte le opere provengono dalla collezione privata dello Studio Origoni.

24 febbraio-2 aprile, Licalbe Steiner. Alle origini della grafica italiana, Ravenna, Mar, via di Roma 13, inaugurazione 24 febbraio: ore 18. Info: 0544 482487, museocitta.ra.it

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