L’Avanguardia Russa, in mostra a Bologna. Revolutija: da Chagall a Malevich, da Repin a Kandinsky. Capolavori dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo è un bel racconto su un mondo poco visibile nel nostro occidente, che affianca ai grandi maestri i lavori di autori meno conosciuti al pubblico europeo ma non per questo meno autorevoli. Il decennio tra il 1910 e il 1920 ha visto nascere come in nessun altro momento della storia dell’arte, scuole, associazioni e movimenti artistici, anche in netta contrapposizione tra loro ma nel comune intento di superare il passato accompagno la società verso il nuovo sentire della modernità. La Russia è stato un terreno fertile per queste nuove tendenze, nate sia in opposizione che in esaltazione del regime. In un percorso che si snoda in più di 70 opere esposte nella Sala delle Ciminiere del MAMbo, iniziamo la nostra conoscenza degli artisti che si sono resi partecipi della fallimentare Rivoluzione del 1905 e quella successiva del 1917 , a partire da Il’ja Repin, che apre la mostra con il suo emozionante dipinto “17 ottobre 1905” (1907).

Il’ja Repin, 17 Ottobre 1905, 1907

Forte è il richiamo alla pittura europea, che in quegli anni imperversava in Russia. Repin si fa interprete di uno stile nazionale nuovo, tra tradizione e innovazione, con una straordinaria abilità tecnica che colpisce nella sua perfezione. Tra gli straordinari autori presenti in mostra, il confronto di Repin con Kazimir Malevich, il più drastico degli innovatori, ci permette di sintetizzare gli opposti delle ricerche artistiche presenti in Russia in quegli anni e proposte in mostra. Malevich, con radicalità, aveva proclamato la supremazia della pura sensibilità su ogni realismo. Superata l’esperienza cubo-futurista,
Malevich da cui era partito è giunto al punto zero, all’arte pura, assoluta, suprema che nulla ha a che fare con la vita, la società e la politica. Una splendida voce fuori dal coro è quella di Kandinsky, di cui in mostra sono presenti Su Bianco (I) del 1920 e Crepuscolare del 1917, esempi dell’evoluzione del suo astrattismo biomorfo, e quella di Marc Chagall, così
lirico e magnifico ne La passeggiata del 1917.

Wassily Kandinsky, Su Bianco, 1923

A differenza di quanto accadeva in Europa, in Russia la presenza femminile nella scena artistica è più numerosa, come testimoniato in mostra dalla presenza di una nutrita selezione di opere di Natalia Gončarova, con i suoi rimandi alle scene bucoliche e alle lavandaie Ol’ga Rozanova, suprematista, Sof’ja Dymšits-Tolstaja, sposata con l’architetto tedesco Hermann Pesatti, e affine alle tematiche di Rodčenko, e della futurista Ljubova Sergeevna Popova.
Revolutija ci accompagna nella scoperta di una cultura così vicina, ma lontana nel nostro immaginario, in una mostra che ci appassiona nel suo percorso.

Fino al 13 maggio 2018

MAMbo, via Don Minzoni 14, Bologna

Info: mambo-bologna.org

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