Non tutte le rivoluzioni saranno trasmesse in Tv.

Meglio così, e meglio che l’ennesimo, benedetto avvento dei Sonics in patria rimanga quello che deve essere: un appuntamento per non troppi. Per chi non pensava di vedere mai quel marchio in azione dal vivo, e se l’è ritrovato davanti di nuovo, a sorpresa, dieci anni fa o quasi. Con un pò di facce nuove ma ancora con quell’irriverenza, quella forza e quel senso per il suono che in quasi sessant’anni non ha offerto crepe di fronte al tempo. The Sonics – leggende per davvero – hanno suonato in tutta la loro vita un numero estremamente limitato di accordi, in una maniera piuttosto costante e prevedibile, su un groove costante, spalmandoci sopra melodie sostanzialmente ricorrenti e di derivazione blues, come il sixties richiedevano. Eppure il come lo hanno fatto e il cosa ci hanno fatto è qualcosa da ascrivere ai miracoli. Un miracolo terreno, dove a ogni graffio di chitarra, a ogni battito, a ogni strappo della voce risponde, corrisponde, una precisa sensazione del ventre e del cuore. I loro brani, molti dei quali piccoli grandi classici, altro non sono che veicoli per questo miracolo di suono e di umanità che si rinnova ogni volta. E’ stato punk prima del punk, beat al momento giusto, e garage prima che il garage aprisse, ma possiamo semplicemente chiamarlo rock and roll, e goderne ancora per un pò.

Antonio Gramentieri

Giovedì 15 febbraio, Sonics, Bronson Ravenna, ore 21 – info: bronsonproduzioni.com 

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