Tornare a casa per il tempo di un concerto. È questo, in estrema sintesi, il proposito del progetto EU.TERPE che unisce l’Orchestra Maderna di Forlì, la spagnola OCAL e i musicisti siriani rifugiati riuniti nella SEPO (Syrian Expat Philarmonic Orchestra). Un percorso di integrazione, cofinanziato dal programma europeo Europa Creativa, che utilizza il linguaggio universale della musica per sensibilizzare l’opinione pubblica sul fenomeno storico dei rifugiati. E, di fatto, tutta Europa sarà presente al teatro Fabbri di Forli, stasera martedì 13 febbraio alle 21, per la prima assoluta di EU.TERPE Suite, brano in tre quadri musicali, composto a sei mani da tre giovani compositori vincitori di un concorso europeo: l’italiana Annachiara Gedda, lo spagnolo Marcos Fernandez e il bosniaco Vedran Mehinovic. Questa multinazionale della musica sarà diretta sul palco da Missak Baghboudarian, dell’orchestra di Damasco. Partendo dalla Romagna i musicisti di EU.TERPE si esibiranno in altri due concerti, il primo marzo ad Almeria in Spagna e il 26 maggio a Sarajevo. L’intero progetto confluirà in un documentario, prodotto dall’associazione bosniaca URBAN, che sarà presentato al Sarajevo Film Festival nel prossimo mese di agosto. Accanto al concerto sono previste iniziative parallele: incontri dei musicisti siriani con gli studenti universitari e delle scuole superiori di Forli.

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