Il sodalizio tra Nanni Garella e la compagnia Arte e Salute porta in scena, proprio a 40 anni dalla legge Basaglia, un nuovo spettacolo prodotto da ERT, Li buffoni, in scena all’Arena del Sole di Bologna da questa sera 20 febbraio fino al 4 marzo. Una commedia stralunata, strampalata, scritta nel ‘600 da Margherita Costa – cantante, attrice, scrittrice e cortigiana romana. È un canovaccio di commedia dell’arte, dapprima certamente improvvisato, poi trascritto dall’autrice in una molteplicità di lingue – o meglio in vari accenti stranieri dati alla lingua italiana: una trama scarna, arricchita dai virtuosismi degli attori, che creano un panorama di personaggi «buffi, storti, nani, gobbi, scimuniti», come li definisce la stessa Costa.

Il regista Nanni Garella, ha agguantato allora, insieme ai suoi attori, quel canovaccio dimenticato dalle scene per quattro secoli e ha lavorato alla riscrittura, partendo dall’assunto di usare le varie lingue del testo (spagnolo, tedesco, turco…), in qualche modo “italianate”, trasformandole nel suono confuso che si sente in strada oggi nelle nostre città. Come sostiene Garella: «questo ci ha aperto la possibilità per far parlare i nostri personaggi, quasi tutti immigrati, in una nuova koinè linguistica: non più lingua italiana, ma appunto “italianata”. Accanto agli accenti degli immigrati stranieri, abbiamo usato le inflessioni dialettali degli immigrati interni: pugliese, napoletano, calabrese… E abbiamo scoperto, da un lato, che l’italianato è il vero suono della nostra lingua, anche quella parlata dagli italiani; dall’altro lato, che in verità nel nostro paese siamo un po’ tutti immigrati”.

Ne è nata una commedia ambientata nella periferia di una città italiana di oggi, una commedia “strana”, almeno quanto la vita dei nostri giorni. I nuovi sviluppi di drammaturgia, anche nella trama, sono stati imprevedibili; e hanno costretto a una rielaborazione profonda del testo.

L’opera di Margherita Costa resta così solo sullo sfondo, come un’ispirazione: un idea dell’Italia quale crocevia di popoli, luogo di invasioni, di intrecci di lingue e culture, che sono la nostra ricchezza.

La compagnia Arte e salute è, per sua natura, facilitata ad accogliere le diversità, a farle proprie e a trasformarle in ricchezza morale e in gioia estetica. Abituati a vivere ai confini della nostra società, nelle periferie culturali, nei ghetti dell’esclusione, gli attori sono all’avanguardia nell’interpretazione del nuovo mondo interrazziale e multietnico: il mondo futuro.

La compagnia Arte e Salute è nata nel 1999 a Bologna dall’idea di dare vita a una realtà teatrale composta da attori professionisti, da formare e individuare tra i pazienti del Dipartimento Salute Mentale. Grazie al fortunato incontro tra Nanni Garella, Filippo Renda e Angelo Rossi prende dunque corpo il progetto “Arte e Salute”, inizialmente con la creazione di un corso di formazione, un’“accademia” per attori, dentro cui individuare i possibili attori di un gruppo stabile. Di lì si arriva ad Arte e Salute Onlus e di conseguenza alla compagnia di attori di prosa, che dal 2000 realizza oltre venticinque produzioni, vincendo nel 2004 un Premio UBU e approdando a Barcellona e Pechino nel 2015 con lo spettacolo La persecuzione e l’assassinio di Jean-Paul Marat di Peter Weiss.

Dal 20 febbraio al 4 marzo, Teatro Arena del Sole, via Indipendenza 44, Bologna, info: www.emiliaromagnateatro.com

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