Chiara è una giovane matricola dell’Università di Bologna, iscritta alla facoltà di Lettere Moderne. Per sfuggire da un terribile temporale si rifugia dentro a un locale e resta spaesata davanti alla foto di un ragazzo che le è familiare. Ha inizio così il lungo flashback che racconta l’infanzia di Chiara a Bergamo e il suo incontro a Parigi con Alessio, prima di iniziare con lui una relazione a metà strada tra Bologna e Modena. Alessio è una figura enigmatica: parla poco, ama ascoltare e divora letteratura. Così come anche Chiara. Si potrebbe contestare il fatto che Chiara e Alessio siano i protagonisti della storia raccontata da Enrico Ascari. I veri protagonisti sono la letteratura e Bologna. Quasi ogni pagina reca il titolo di un libro e, quando questo manca, la letteratura, la poesia e il teatro fanno comunque la loro comparsa tra le conversazioni dei personaggi. Lo stesso vale per Bologna: lo scrittore descrive le passeggiate di Chiara nel centro della città, indicando vie, piazze, locali, creando una fotografia tanto specifica da apparire visibile allo spettatore. Ciò che emerge dalle parole non è però solo un’immagine, ma anche un profumo, una sensazione, qualcosa che va al di là della semplice descrizione e che sembra entrare nel cuore della città e metterlo nelle mani del lettore. Quest’ultimo, giunto al termine del flashback, quasi si è dimenticato del mistero da cui tutto ha avuto inizio, ma improvvisamente, nel finale, ogni cosa gli appare più chiara.

Bologna, Enrico Ascari, edizioni Il Fiorino

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