Torna a Ferrara la Biennale Donna, l’evento promosso da UDI – Unione Donne in Italia e dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara che quest’anno giunge alla sua XVII edizione. Protagonista è Ketty La Rocca (La Spezia, 1938 – Firenze, 1976), raffinata interprete di uno più importanti periodi della storia dell’arte contemporanea qual è stato quel susseguirsi di sperimentazioni che hanno animato il dibattito culturale tra la fine degli anni Sessanta e la metà degli anni Settanta.

Fin dagli esordi, Ketty La Rocca si avvicina alla Poesia visiva, collaborando con il Gruppo 70:al centro della sua riflessione c’è la donna e la sua condizione subalterna nella società maschilista contemporanea, indagata in un serrato confronto tra immagine mediatica e parola.
Parola, gestualità, azione performativa, fotografia, video: utilizzando media diversi che le garantiscono una pluralità di strategie espressive, Ketty La Rocca porta avanti con decisione e coerenza un’indagine antropologica sul rapporto uomo/donna.

“Ketty La Rocca 80. Gesture, Speech and Word” curata da Francesca Gallo e Raffaella Perna si muove su un doppio binario, raggruppando le opere in un confronto tra gesto e parola che è anche lo snodo principale della sua ricerca. Alla Poesia Visiva e al Gruppo 70, Ketty La Rocca si avvicina appena trasferitasi a Firenze, nel 1956. I Collage e i Cartelli in mostra ne testimoniano l’adesione e la scelta di lavorare sui cliché della comunicazione contemporanea per denunciare la condizione di sfruttamento dell’immagine femminile. Mai esposti in Italia prima di questa occasione, in mostra ci sono anche il video di Verbigerazione (1973), l’opera con cui partecipa alla X Quadriennale di Roma letta da Giordano Falzoni, e l’audio della performance Le mie parole, e tu? (1975) entrambi momenti cruciali nella sua poetica in l’artista ci offre una riflessione sul linguaggio e le sue insidie.

Il 1971 rappresenta una delle tappe fondamentali della sua carriera. All’attenzione sulla parola si sostituisce l’interesse per il gesto e la comunicazione corporea. Per l’artista, l’uomo contemporaneo ha perso il senso e il valore del linguaggio gestuale, più diretto e autentico rispetto a quello verbale. Parola e immagine ancora convivono nelle serie delle Riduzioni e delle Craniologie. Le prime, immagini “trovate” che l’artista ripropone tracciandone il profilo attraverso la ripetizione della parola “you” che diventa quasi un mantra del pensiero in questi anni; le seconde, radiografie stampate su lastra in cui inserisce, sovrapponendole, interazioni gestuali (una mano aperta, un pugno o un indice) ancora una volta scandite dalla ripetizione della scritta “you”.

Al centro della sala, al primo piano, si trova il progetto per una performance, In principio erat verbum, mai realizzata da La Rocca, che in questa importante celebrazione ha preso vita grazie agli studenti dell’Istituto d’Arte Dosso Dossi. L’impegno dell’artista è intanto sempre più spostato verso la ricerca di un linguaggio altro alla comunicazione verbale, come è evidente nell’opera Appendice per una supplica (1972), con il quale parteciperà alla Biennale di Venezia di quell’anno.

Con “Ketty La Rocca 80. Gesture, Speech and Word” la Biennale Donna si conferma uno degli eventi di maggiore spessore e rilievo presenti in Emilia, una ricerca coerente che da quasi trent’anni si compie a Ferrara regalandoci una riflessione imprescindibile sul femminile e la società contemporanea attraverso l’arte.

Fino al 3 giugno 2018

Ferrara, Padiglione d’Arte Contemporanea, Corso Porta Mare 5

Info: www.biennaledonna.it

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