W.Eugene Smith, Forgiatore / Steelworker, 1955-1957 Gift of Vira I. Heinz Fund of the Pittsburgh Foundation © W. Eugene Smith / Magnum Photos

W. Eugene Smith, il fotografo che “lottava per rappresentare l’assoluto”. Al fotografo americano il MAST di Bologna dedica una delle più importanti retrospettive mai proposte in Italia, realizzata in collaborazione con il Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, dal quale provengono le 170 opere in mostra.  Nato in una piccola cittadina nel Kansas nel 1918, per nascita e cultura, W. Eugene Smith è di sicuro inquadrabile nella generazione di fotografi che hanno vissuto e documentato i grandi cambiamenti politici e sociali del Novecento. Ma la sua non è semplicemente una fotografia di reportage.

W. Eugene Smith, Operaio di un’acciaieria che prepara le bobine / Mill Man Loading Coiled Steel, 1955-1957
Gift of the Carnegie Library of Pittsburgh, Lorant Collection. © W. Eugene Smith / Magnum Photos

Per dirla con le parole di Urs Staehl, curatore della mostra, Smith era l’uomo che “lottava per rappresentare l’assoluto. Ben lungi dall’accontentarsi di documentare il mondo, voleva catturare, afferrare, almeno in alcune immagini, niente di meno che l’essenza stessa della vita umana.” Il primo grande contratto come fotografo lo firma per Life nel 1939. Vennero poi gli anni della fotografia di guerra che però abbandona presto, dopo aver conosciuto direttamente il dolore, colpito al volto dall’esplosione di una granata nel maggio del 1945. In questa mostra allestita al MAST l’indagine su Smith si concentra sul periodo successivo della sua carriera, sugli anni trascorsi a raccontare Pittsburgh e la sua vita quotidiana, un’indagine accurata per un progetto nato in occasione del bicentenario della fondazione della città americana.

W. Eugene Smith, Bambini che giocano tra Colwell Street e Pride Street, Hill District / Children playing at Colwell and Pride Streets, Hill District, 1955-1957 Gift of the Carnegie Library of Pittsburgh, Lorant Collection © W. Eugene Smith / Magnum Photos

20.000 negativi, 2000 masterprint e tre anni di ricerca: quello per Pittsburgh possiamo di certo raccontarlo per il “progetto di una vita”, in cui Smith aveva come unico obiettivo quello di raccontare l’anima della città in ogni suo aspetto. E nemmeno le importanti offerte economiche da parte di Life lo smossero da questo obiettivo: solo una piccola parte di queste foto furono pubblicate nel 1959 e sull’unica rivista che gli lasciava il pieno controllo sulle proprie scelte, il “Photography Annual”.

W. Eugene Smith, Stabilimento National Tube Company, U.S. Steel Corporation, McKeesport, e ponte ferroviario sul fiume Monongahela / National Tube Company works, U.S. Steel Corporation, McKeesport, and Union Railroad Bridge over the Monongahela River, 1955-1957
Gift of the Carnegie Library of Pittsburgh, Lorant Collection. © W. Eugene Smith / Magnum Photos

Sarà per questa sua estrema dedizione al progetto, che si riesce a cogliere in ogni dettaglio, o per il fascino indubbio delle sue immagini e del suo stile di ripresa, così toccante, ma “W. Eugene Smith: Pittsburgh Ritratto di una città” è una mostra che si lascia percorre in punta di piedi, in un stato di contemplazione ed empatia che la rendono uno degli eventi in questi giorni in programma a Bologna, da non perdere.

Fino al 16 settembre

Fondazione MAST, via Speranza 42, Bologna

Info: www.mast.org

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