UlisseFest è il nome della festa della Lonely Planet che per il primo anno avrà luogo nella marittima città di Rimini. Nessuno meglio di Ulisse poteva divenire metafora del tema del viaggio, così come nessuna arte meglio del cinema è in grado di metterlo in scena. La letteratura più raccontarlo, l’arte può stilizzarlo, la fotografia può immortalarlo, ma il cinema può rappresentarlo mettendolo in un immagina che non è solo attimo ma continuità. Che cosa invoglia infatti di più a viaggiare di un bel film che mostra paesaggi mozzafiato, percorsi inesplorati, avventure entusiasmanti? Ed ecco dunque perché il cinema assume un ruolo centrale all’interno dell’UlisseFest e perché è usato per fornirne un’anteprima. In attesa del fitto weekend di appuntamenti che si terrà dall’8 al 10 giugno, la Cineteca di Rimini ospiterà infatti una rassegna composta da tre film che invitano non solo a partire ma anche a riflettere sul mondo nel quale viviamo.

L’anteprima ha inizio giovedì 24 maggio quando sul grande schermo della Cineteca sarà proiettato il recente documentario Visages, villages della regista premio Oscar alla carriera Agnés Varda: un road movie che prende per mano lo spettatore conducendolo in un percorso che parte dalle spiagge della Normandia per arrivare ai dock di Le Havre, ai villaggi della Provenza. Un viaggio che si insinua all’interno del mondo operaio e contadino, mostrando con la forza estetica delle immagini ciò che resta, ciò che cambia e ciò che è destinato a scomparire per sempre. Il progetto è nato come una collaborazione tra la regista e lo street artist JR, divenuto famoso grazie alle sue fotografie in bianco e nero esposte negli spazi pubblici di gran parte del mondo.

Il secondo appuntamento sarà giovedì 31 maggio con protagonista Human flow dell’artista cinese Ai Weiwei. Noto attivista per i diritti umani e ambasciatore di Amnesty International, Ai Weiwei presta al cinema la propria sensibilità pittorica. In 140 minuti il regista attraversa ben 23 Paesi mostrando un flusso umano di dimensioni preoccupanti che si sposta. Conflitti, carestie, povertà e persecuzioni sono le principali ragioni che spingono intere masse di popolazione a mettersi in viaggio, per terra e per mare, allontanandosi dalla propria terra e dalle proprie tradizioni nella speranza di un futuro migliore. Un tema quello dei migranti oggi più che mai centrale, che si è fatto dibattito politico-sociale ma anche emblema culturale della società contemporanea.

Ultima preview all’UlisseFest sarà giovedì 7 giugno quando arriverà in sala un successo tutto italiano, che ha segnato l’immaginario dello spettatore italiano negli ultimi due decenni del secolo scorso. Si tratta di Marrakech Express di Gabriele Salvatores, il primo della cosiddetta “trilogia della fuga” che farà ottenere al regista il premio Oscar con Mediterraneo. Diego Abatantuono, Fabrizio Bentivoglio, Gigio Alberti e Giuseppe Cederna sono quattro amici che, per salvare una vecchia conoscenza, decidono di intraprendere insieme un viaggio scanzonato alla volta del Marocco a bordo della fuoristrada Mercedes. I protagonisti attraversano così la Francia, la Spagna, lo Stretto di Gibilterra e, dopo una miriade di avventure arrivano a Marrakech. Un viaggio non solo fisico ma anche psicologico: i quattro compagni ritroveranno se stessi, appacificheranno le vecchie divergenze, riaccenderanno le vecchie amicizie e la passata complicità.

Dall’8 al 10 giugno si entrerà invece nel vivo dell’UlisseFest e il cinema non mancherà di continuare a rappresentare la tematica del viaggio: gli appuntamenti si sposteranno al Fulgor dove troverà spazio per primo Il sale delle terra (8 giugno, ore 22) di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado, un documentario incentrato sulla figura di Sebastião Salgado, economista prestato alla fotografia, per la quale lascia una carriera promettente in Europa e comincia a viaggiare il mondo.

The Good Life aprirà invece la giornata del 9 giugno, alle ore 17 alla presenza di Niccolò Ammaniti, al suo debutto alla regia, e della produttrice Erica Balbiani che dialogheranno a proposito del film con il giornalista Paolo di Paolo. The Good Life racconta la storia di Baba Shiva, Eris e Baba Giorgio, tre giovani italiani scappati dalla loro terra d’origine nel tentativo di dare un senso alle loro esistenze. Un senso che tutti e tre trovano in India, una terra di tolleranza e collaborazione. Dopo aver sperimentato la pace, risulta per tutti difficile riuscire a ripristinare i vecchi rapporti con la terra natia. A seguire protagonista del grande schermo sarà Ye Shanghai (ore 19) dell’artista Roberto Paci Dalò, una performance audiovisiva sulla vita prima del 1949 con al cento la storia del ghetto, una zona di un miglio quadrato dove convivono le culture ebraica, cinese e giapponese. A chiudere la rassegna cinematografica della Festa, alle ore 22, sarà il regista Diego Pascal Panarello che dialoga con lo scrittore Gianluca Favetto in occasione della proiezione di The Strange sound of happiness, pellicola che negli ultimi mesi a fatto il giro di molte sale italiane. Questa volta il viaggio ha inizio in Sicilia e ha come meta la Siberia: il protagonista – il regista stesso – è guidato nel suo peregrinare dal tanto amato suono del marranzano, il tipico scacciapensieri siciliano.

Da giovedì 24 maggio, UlisseFest, Cineteca di Rimini e Cinema Fulgor – info: ulissefest.it, bibliotecagambaluga.it/cineteca, cinemafulgor.it

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