Eugenio Finardi

Solid Body, corpo solido sensuale fin dal nome. Elettrico. Solido corpo elettrico, come un bolide futurista con corde di metallo al posto delle ruote. Quando un festival colto e popolare come Ravenna Festival guarda a uno strumento, le prospettive sono molteplici. È l’anno delle chitarre, questo. Chitarre di spartito e di improvvisazioni, di melodia e di rumore, di tradizione e di avanguardia. E Glenn Branca morto da poco guarda dall’alto.

Cercando una linea fra la forza del rock, la tensione iconoclasta del punk e il rigore compositivo del più matematico minimalismo. Laddove i linguaggi si mescolano e lo strumento simbolo per eccellenza della popular music si rivela capace di prender parte alla suggestione sinfonica. In poche parole: la chitarra elettrica e le sue infinite e insospettate potenzialità.

Programma fittissimo, la lista dei nomi diventa un elenco del telefono. Meglio fermarsi alle suggestioni. Si comincia con gli appuntamenti a Ravenna alle Artificerie Almagià del 19, 20 e 21 giugno: nell’ex-magazzino, musiche, tra gli altri, di Ennio Morricone e Steve Reich, Alessandro Ratoci e Christopher Trapani, Steve Mackey dei Pulp e Bryce Dessner dei The National. Alla chitarra – ma anche al basso e contrabbasso – solisti e piccoli ensemble che si esibiranno anche in composizioni appositamente commissionate e in prima mondiale.

Venerdì 22 giugno per In a Blink of a Night, Palazzo San Giacomo di Russi sarà invaso dalle 100 chitarre elettriche, un’imponente orchestra di sei corde che si misura con una scrittura sinfonica, incluse nuove composizioni firmate da Elliot Cole, Glenn Branca e Michele Tadini. Il Festival ha esteso l’invito a tutti i chitarristi del territorio attraverso la collaborazione con Rockin’ 1000, evento di grande impatto fra musica e voglia di socializzazione. Per il finale, inevitabile medley di Led Zeppelin e Hendrix.

Il viaggio del Festival nelle vene dell’America non finisce qui: continua sulle sponde del Mississippi, o meglio su quelle del Po, per un ideale incontro fra i delta dei due fiumi. Sabato 23 giugno Il Blues dei Delta prende spunto dalle esperienze di contaminazione blues-mediterraneo di Antonio Gramentieri – Don Antonio su disco e palco – per una serata pensata su misura per Porto Garibaldi. Un’idea amplificata e allargata di blues, con profumi d’America, ma anche di Asia e Africa, in costante rimbalzo su due sponde dell’oceano e dei mari nostri. Aggiungi un grande interprete sempre in bilico fra Italia e America – Eugenio Finardi – e il crocevia fra Romagna, Africa e Mississippi rappresentato da Vince Vallicelli, ed ecco svelarsi una mappa di interventi musicali disseminati lungo il porto canale, fino al gran finale con vista mare e tutti i musicisti coinvolti.

Infine domenica 24 giugno un altro percorso si snoda lungo il Delta del Po e le Valli di Comacchio: il concerto trekking (e quest’anno anche bike) dalle tinte blues, realizzato in collaborazione con Trail Romagna. In bici, a piedi e in battello fino alle antiche saline dove, fra fenicotteri rosa e casoni, si erge il posto di guardia estense, la cinquecentesca Torre Rossa da cui oggi lo sguardo può spaziare fino a scoprire il mare e Comacchio, le valli e le saline. Al Bettolino di Foce invece l’immancabile momento gastronomico della tradizione, giacché la tavola è il posto in cui ogni blues annega, infine.

MARCO CANUTI

dal 19 al 24 giugno, LA STRAORDINARIA AVVENTURA DELLE 100 CHITARRE ELETTRICHE, Ravenna Almagià, Russi Palazzo San Giacomo, Comacchio, Porto Garibaldi, ore 21.30 o 19 – Info: 0544 249211, ravennafestival.org

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