Gustave Courbet, Autoritratto detto Courbet con il cane nero, 1842

Per la prima volta da cinquant’anni, le opere di Gustave Courbet tornano in Italia per una grande monografica interamente dedicatagli. Succede dal prossimo settembre a Ferrara, dove Palazzo dei Diamanti si prepara a ospitare «Il bello è nella natura» una mostra che racconterà la carriera del grande maestro francese approfondendo, in particolare, la sua ampia produzione di paesaggi e il suo singolare rapporto con la natura.

Provocatore, padre del realismo e uomo dalla personalità complessa, Courbet fu anche un eccellente paesaggista, che considerava la natura la sua principale fonte di ispirazione: non a caso due terzi della sua produzione sono costituiti da panorami, vedute, scorci, orizzonti, lande campestri, in cui il protagonista è l’elemento naturale.

 

Gustave Courbet, La valle della Loue con cielo di tempesta, c. 1870

La mostra curata da un team di esperti (Vincent Pomarède, Dominique de Font-Réaulx, Isolde Pludermacher, Maria Luisa Pacelli e Barbara Guidi) è promossa dalla Fondazione Ferrara Arte e dalle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara. Più di cinquanta saranno le tele presenti nel capoluogo emiliano, provenienti dai più importanti musei internazionali riunite in un percorso che si preannuncia davvero emozionante: dalle vedute della natia Franca Contea alle spettacolari marine spesso scosse dalla tempesta, dalle misteriose grotte da cui scaturiscono sorgenti alle cavità carsiche che si spalancano nei torrenti, dai sensuali nudi immersi in una rigogliosa vegetazione alle suggestive scene di caccia, fino ai potenti capolavori realisti della maturità.

Artista engagé e grande pittore di nudi femminili, Courbet preferì sempre la rappresentazione degli elementi naturali, en plein air o nello studio, anche quando si trovò ad affrontare i temi sociali che lo resero famoso, o quando si concentrò su semplici scene di vita quotidiana. Con Courbet l’arte si emancipa dagli ideali classici e romantici e il vero e la natura diventano i perni attorno a cui far ruotare le narrazioni della propria epoca, quanto più vicino possibile al reale. In questo senso la sua passione per il mondo naturale lo portò a “fotografare” gli angoli più reconditi dei luoghi in cui si recò nel corso dei suoi frequenti viaggi – Parigi, la natia Ornans e i suoi dintorni, le coste della Normandia e del Mediterraneo, la Germania e la Svizzera – restituendoci tutto il sentimento realista, e insieme lirico, di quegli umidi sottoboschi, dei cieli immensi, dei mari, dei torrenti, delle cascate, dei corsi d’acqua e delle grotte.

 

 

Con Courbet e la natura il pubblico italiano potrà quindi riscoprire l’opera di uno dei più grandi pittori dell’Ottocento, un artista che ha lasciato un segno indelebile sulla sua epoca riuscendo a traghettare l’arte francese dal sogno romantico alla cruda pittura di realtà, e da questa a un nuovo amore per la natura.

Dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019

Palazzo dei Diamanti, Ferrara, Corso Ercole I d’Este 21

Info & Orari: palazzodiamanti.it

 

(l.r.)

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