Toni Servillo ph. Gianni Fiorito

Una stanza fredda; un luogo inospitale per un essere puro, ingenuo ed indifeso. Questa è l’immagine agghiacciante che apre l’ultimo film di Paolo SorrentinoLoro”: in questo luogo nessuno sembra poter sopravvivere, o meglio nessuno tranne Lui.

Loro” è stato diviso in due film: il primo ha come protagonisti Loro, vale a dire quella massa di piccoli delinquenti, trafficanti di escort e spacciatori che cercano di farsi notare dalle persone che contano. È il caso di Sergio Morra, un giovane affarista di Taranto che, spinto dal desiderio di riuscire ad entrare nel giro del Presidente, avvia un’importante impresa di traffico di droga ed escort, fino a portare la sua attività proprio di fronte alla villa in Sardegna del Presidente. Loro altro non sono che il riflesso di una società, di un modo di vivere e di pensare prodotto dalla classe politica, che Lui incarna e rappresenta. Per tutto il primo film Lui  resta un semplice nome sul cellulare, un’entità astratta, superiore, innominabile, affiancata al personaggio di Dio che rende l’intera classe governante una sorta di divinità che aleggia sulle loro vite e le determina. Il volto di Lui comparirà solo verso la fine del primo film: una maschera perfetta, un volto impenetrabile, un sorriso falso, uno sguardo che non può essere in alcun modo interpretato.

Nel secondo film Lui è invece il protagonista: perde l’aura della divinità e diventa Silvio Berlusconi. Un uomo che non crede nella verità ma ne crea una sua personale, come afferma nel colloquio con il nipote, che inganna vecchie signore sostenendo di conoscere “il copione della vita” e fa passare dalla sua parte 6 senatori. Un venditore di sogni, rimasti però irrealizzati.

Sorrentino fa dunque emergere il suo personaggio molto lentamente, mostrandone inizialmente il riflesso nella cultura e nel costume: una società di spettacolo che fa delle feste il suo unico epicentro e valore. E la donna non è altro che un corpo, un bel contenitore che vuole apparire vuoto, ma che così vuoto non è: Tamara è innamorata di Sergio, Kira prova dei veri sentimenti per il Presidente e Stella ha dei sogni, delle aspirazioni più grandi di quelle che quel tipo di mondo può offrirle. Quando finalmente Lui appare, alla maschera che già porta sul volto si sovrappone tutto questo sottomondo che altro non è che una sua emanazione. Silvio è il Re della festa e del divertimento, è l’uomo dalla battuta facile che ama circondarsi di belle donne e tenere sulle ginocchia la sua preferita. È il ritratto di un uomo infantile, tanto desideroso di vedere il suo vulcano scoppiare.

Dopo aver fatto emergere il suo personaggio, ecco che il regista lo condanna come uomo ridicolo e patetico, che mette in imbarazzo l’intera Nazione davanti agli altri Capi di Stato. E lo fa proprio attraverso quelle figure femminili di cui Silvio ama tanto circondarsi. Stella per prima lo definirà patetico, un uomo vecchio che si finge giovane ma che ha lo stesso alito di suo nonno, probabilmente perché usano entrambi lo stesso detersivo per la dentiera. A rincarare la dose sarà in un secondo momento la moglie, quando gli chiederà il divorzio sputandogli in faccia tutta la verità che esiste dietro la sua persona: “Un uomo, un padre di famiglia che va con le minorenni, cos’è? Il capo di governo di un paese che si riempie la casa di feccia e di puttane che lo ricattano cos’è? Un leader che candida alle elezioni europee delle velive, cos’è? È un pazzo malato”: il ritratto di un uomo a cui non è mai fregato niente degli italiani, ma solo di se stesso.

Stella è forse la nuova generazione che, una volta provato il brivido di essere arrivati a Lui, di aver cercato di vivere come Lui, alla fine si rende conto di desiderare qualcosa di più, di avere un sogno più grande. Veronica rappresentazione forse la vecchia generazione, che si è innamorata di Lui e delle sue parole, che ha creduto nei suoi sogni e li ha condivisi, ma che alla fronte alla “lunghissima e ininterrotta messa in scena” – così la moglie lo definisce – decide di optare per la ricerca della verità.

I due film sono in programmazione all’Arena Puccini (Bologna, mercoledì 25 luglio), all’Arena in Massa (Massa Lombarda, giovedì 26 e venerdì 27 luglio), alla Rocca Brancaleone (Ravenna, giovedì 2 agosto), all’Arena San Biagio (Cesena, sabato 4 e domenica 5 agosto – domenica 26 e lunedì 27 agosto) all’Arena Puccini (Bologna, giovedì 9 e sabato 11 agosto) e al Cinema Gran Reno (Bologna, giovedì 2 e mercoledì 8 agosto)

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