È in tour con Marina Rei con un live inedito, un “concerto di protesta” contro la generale perdita del senso delle cose che affligge la quotidianità. Ma le Canzoni contro la disattenzione – così si chiama questo progetto a due sul palco – non sono l’unico impegno estivo di Paolo Benvegnù, che mercoledì 11 luglio fa tappa a Marina di Ravenna, al bagno Peter Pan, accompagnato solo dalla sua chitarra. Una piccola pausa “in solitaria” dove l’ex leader degli Scisma, cantautore raffinato e poetico, si mette a nudo sul palco, raccontandosi con le note e anche con le parole, nell’ambito della rassegna Melody in 3D. Si parte alle 20 con la diretta radiofonica a cura di Filippo Aletti. A seguire Luigi Bertaccini, curatore della rassegna, guiderà il pubblico nel mondo “interstellare” di Benvegnù: un viaggiatore dello spazio, come il suo Victor Neuer, il misterioso alter ego che popola i brani del suo ultimo e fortunato album H3+.

Possiamo definirlo un manifesto sociologico, il progetto dal vivo con Marina Rei?
Quella in cui viviamo non è un’era positiva, sociologicamente parlando. Oggi si perso il senso della parola, e anche dell’essere umano. Le nostre Canzoni contro la disattenzione vogliono essere un manifesto di protesta. Un invito a ritrovare il senso e il rispetto delle cose. A comprendere meglio la nostra vita, senza perderci in futilità.

Al bagno Peter Pan, invece, cosa porti sul palco?
Mi sento terribilmente a nudo, quando suono da solo. E la mia nudità può essere qualcosa di ripugnante, vi avverto! (ride). Non ho una scaletta definita. Ripercorro anni di canzoni, che sono cambiate nel tempo, pur mantenendo una loro radice profonda… è una situazione che mi emoziona molto.

Sali volentieri su un palco romagnolo?
Dalle vostre parti ci si sente sempre a casa. Ravenna la adoro, specie quando ci passo di notte. Mi piace fermarmi a osservare l’orizzonte, le lunghe distese della pianura romagnola, che danno verso il mare, specie quando si tingono dei colori foschi autunno-invernali.

Non sei un amante dell’estate?
C’è un aspetto curioso dell’estate, che riscopro con l’età. È la stagione in cui si verifica lo “scatenarsi dell’irreale”. In cui uomini o donne, normalmente incuranti di sé stessi, per cinque o sei giorni all’anno riscoprono di avere una potenziale vita. Per me, che fuori dal palco ormai ho una condotta da monaco, è una condizione surreale.

E il tuo Victor Neuer viaggiatore interstellare, dove va in vacanza?
Victor non ha tempo di andare in vacanza. In parallelo con i live con Marina Rei, infatti, prosegue anche il tour dello spettacolo teatrale con Luca Ronga tratto dal mio ultimo disco ‘H3+’. È uno show in divenire, il viaggio continua e ci sono sempre nuove intuizioni.

Il tour con Marina Rei come procede?
Molto bene. Stiamo portando in giro per l’Italia un repertorio di canzoni in cui “le parole sono importanti”, come direbbe Nanni Moretti e siamo entusiasti della risposta del pubblico. Lo show unisce brani miei e di Marina a pezzi poco noti ma densi di significato di cantautori italiani come Fossati, Gaber e Dalla. Le persone si emozionano, noi più di loro: c’è una bella simbiosi con il pubblico.

Progetti futuri?
Finito il tour estivo, le nostre canzoni, vestite in maniera ‘avanguardistica’, avranno una versione invernale molto interessante. Infine c’è un terzo progetto che mi vede impegnato per l’estate, ed è lo spettacolo I racconti delle nebbie, reading con Nicholas Ciuferri, autore che stimo molto nonché caro amico.

 

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