Mistero a Crooked House” di Gilles Paquet-Brenner è un giallo in perfetto stile, tratto da uno dei capolavori della scrittrice Agatha Christie “E’ un problema” edito nel 1949.

Un giallo in perfetto stile perché ne riporta le ambientazioni: l’intera storia è ambientata all’interno di un maestoso maniero nella campagna londinese, databile attorno al secondo dopoguerra. Qui i personaggi risultano come intrappolati all’interno di una gabbia bellissima ed immensa, ma pur sempre una prigione che neutralizza le loro passioni e impedisce il realizzarsi dei loro sogni.

La famiglia che abita il maniero è quella dei Leonides, guidata dal ricco magnate di nazionalità greca Aristide, ucciso da un’iniezione all’inizio del film. A investigare sull’accaduto viene incaricato il detective privato ex diplomatico Charles Hayward, figlio di un famoso poliziotto di Scotland Yard, nonché ex amante della nipote della vittima, la bella Sophia. L’entrata di Charles nella famiglia Leonides lo porta a scoprire i segreti e le difficoltà di ogni suo membro oltre ai più che validi moventi di ognuno di loro.

Il personaggio di Charles appare come una perfetta incarnazione dello spettatore interno al film, chiamato così insieme a lui ad indagare per portare alla luce la verità. I personaggi della famiglia Leonides sono ambigui, difficili da interpretare, ognuno nasconde i propri lati oscuri che vengono svelati man mano e il sospetto passa da uno all’altro nell’emergere di indizi e comportamenti sospetti. Nonostante ciò, nessun personaggio alla fine riesce a risultare veramente odioso: tutti sono probabili assassini perché tutti allo stesso modo subivano la manipolazione del patriarca che, come un burattinaio, tirava le fila delle loro vite, regalandogli tutto ma allo stesso tempo impedendogli di inseguire le proprie passioni o aspirazioni personali. Ogni personaggio a modo suo risulta così più vittima che carnefice, colpevole solamente di sentirsi sollevato dalla morte di un tiranno. Il loro processo di liberazione non sta tanto nella scoperta dell’omicida, ma nell’avere la forza di voltare pagina.

Lo spettatore segue insieme a Charles questo lungo processo che ha il suo climax nella scena della cena alla villa quando tutti i dodici protagonisti si trovano presenti attorno a un tavolo ed esprimono, a turno, le proprie tensioni e frustrazioni accumulate negli anni, verso i propri familiari ma anche verso se stessi, illusi di essere riusciti a ritagliarsi un proprio angolo di privacy che in realtà non è mai esistito.

Un film dunque che tiene sempre sulle spine, dal finale inaspettato e del tutto geniale come si addice alla più grande Maestra del genere giallo Agatha Christie.

Il film è in programmazione alla Rocca Brancaleone (Ravenna, sabato 4 agosto) e all’Arena Puccini (Bologna, domenica 12 agosto)

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