Una nuova galleria d’arte ha aperto i battenti in centro a Forlì lo scorso aprile. Si tratta del Glance Art Studio che concentra la propria attenzione su artisti storicizzati. Le prime mostre sono state dedicate a Claudio Rotta Loria e Jorrit Tornquist. In programmazione, dal 9 novembre al 12 dicembre, una personale di un maestro del Novecento Italiano: Ugo Nespolo. Il conduttore della galleria è Cristiano Ragni. Silvia Arfelli è invece la curatrice ufficiale delle mostre.

«Il Glance Art Studio focalizza la propria attenzione su quegli artisti contemporanei oramai storicizzati che hanno esercitato un ruolo da capiscuola – racconta Silvia Arfelli – aprendo nuovi orizzonti sia dal punto di vista stilistico che formale alle generazioni successive. E cerchiamo di farlo in modo capillare. La prima mostra con cui si è aperta l’attività, nell’aprile scorso, era una personale di Claudio Rotta Loria, uno dei maestri dell’arte programmata, che partendo dal rapporto con le avanguardie storiche ebbe il suo culmine negli anni Settanta, quando si diffuse una proliferazione di sperimentazioni, di linguaggi nuovi e differenti. A novembre presenteremo la mostra di Ugo Nespolo, e sarà un’esposizione di livello museale. Nespolo è l’artista italiano di ogni tempo più esposto all’estero, nei musei di mezzo mondo».

Una volta i centri di riferimento per l’arte erano Milano e Roma. È il riscatto della provincia? «Direi che queste distinzioni non sono più così nette, fortunatamente stanno cambiando i concetti di centro e di periferia. A livello generale, ha contribuito lo sviluppo dei sistemi di comunicazione, per cui le informazioni arrivano a tutti in modo veloce, in ogni settore, compresi arte e cultura. A livello locale, proprio a Forlì ha aperto un museo come il San Domenico, una realtà internazionale, conosciuta anche fuori dai confini del nostro Paese, e che davvero ha fatto la differenza: oggi Forlì è una realtà conosciuta nel panorama artistico del nostro Paese, e questo può fare da traino anche ad altre realtà culturali. Il San Domenico ha riscattato il ruolo della provincia come l’abbiamo sempre intesa, ma per completare il miracolo andrebbe cambiata anche una certa mentalità provinciale, che purtroppo invece persiste».

Qual è la vostra linea estetica e poetica? «È una linea diversificata che vuole puntare l’attenzione su personaggi e periodi della nostra arte recente, indipendentemente dal fatto che alcuni siano più commerciali di altri. Scegliamo nomi importanti, come ad esempio quello di Jorrit Tornquist, maestro austriaco naturalizzato italiano, protagonista della mostra che abbiamo realizzato prima della pausa estiva, che ha rappresentato una riscoperta per qualcuno e un’assoluta novità per moltissimi altri. Sono esposizioni che non era facile vedere da queste parti e che premiano il rapporto con un pubblico stanco di banalizzazioni fuorvianti. Purtroppo sono i rischi del contemporaneo, la massima libertà espressiva ha creato anche un rovescio della medaglia».

I prossimi progetti? «Le idee in cantiere sono molte. Intanto Nespolo, di cui presenteremo una trentina di opere corredate di catalogo, che costituiscono un corpus particolare della sua produzione e che consentono una lettura critica dettagliata e possibilmente innovativa. Con Maestri di questo calibro, vogliamo evitare approcci riassuntivi che non servono a nessuno. Poi è in preparazione la mostra di Franco Costalonga, che sarà allestita probabilmente a gennaio. Rappresentante dell’arte cinetica Costalonga, che ha opere anche nella collezione Guggenheim, è un altro grande protagonisti di quel fervido periodo che, a cominciare dalla seconda metà degli anni Sessanta ha costituito un’officina inesauribile di sperimentazioni, che hanno dilatato sempre più il concetto di arte».

Glance Art Studio, Forlì, via Ugo Bassi 17. Info: 0543 096390, glanceartstudio.com

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