La Soffitta, Colloquio di Musicologia

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Venerdì 23 novembre, il centro dipartimentale La Soffitta ospita la ventiduesima edizione del Colloquio di Musicologia del «Saggiatore musicale», l’associazione culturale che dal 1994 promuove – oltre all’omonima rivista semestrale – iniziative culturali, didattiche e formative nel campo della musicologia e della critica musicologica. L’incontro si terrà presso il DAMSLab ed è composto dalle due tavole rotonde di venerdì 23 (ore 15.30-18.30) e sabato 24 novembre (ore 15-18.30)dedicate ai due importanti anniversari: il centocinquantesimo anno dalla morte di Gioachino Rossini e i cinquant’anni trascorsi dal fermento del 1968.

Dopo la prolusione di Pierpaolo Polzonetti (University of California at Davis), dal titolo “Commedia della fame e della sete: il corpo e gli appetiti da Monteverdi a Mozart”, il primo momento di approfondimento è dedicato a “Gioachino Rossini e la didattica”. La tavola rotonda, coordinata da Lorenzo Bianconi (Bologna) e Piero Mioli(Bologna), affronterà la relazione tra il grande compositore pesarese e gli studi da una prospettiva storica, focalizzando due distinti momenti nella traiettoria artistica rossiniana, entrambi incentrati, in gran parte, su Bologna. Insieme a Paola Besutti (Teramo), Daniele Carnini (Pesaro), Andrea Malnati(Pesaro), Reto Müller (Basilea), Claudio Toscani (Milano) e Annarosa Vannoni (Bologna), da un lato ci si chiede come potesse, nel primo decennio dell’Ottocento, un ragazzino certamente sveglio procurarsi in pochi anni un così impeccabile possesso del difficile mestiere dell’operista. Dall’altro, la riflessione si concentra su come, nel pieno di una fulgida carriera internazionale, abbia concepito la didattica della composizione il Rossini retour de Parischiamato nel 1839 a dirigere quello stesso Liceo musicale di Bologna dove aveva studiato da adolescente.

La tavola rotonda di sabato, “Prima del Sessantotto: avanguardia musicale e politica in Italia (1950-1968)” è invece coordinata da Paolo Cecchi(Bologna) e indagherà come alcuni compositori italiani d’avanguardia concepirono tra gli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta una serie di composizioni dalla dichiarata caratterizzazione etico-politica. Tali opere, ispirate in parte o in toto a temi e questioni che segnarono la vasta azione collettiva, a partire dalle lotte politiche degli anni Cinquanta, condussero al ‘punto culminante’ dell’antagonismo sociale costituito dal Sessantotto. Attraverso l’indagine di lavori di compositori quali Maderna, Nono, Manzoni, Fellegara, Berio e il circolo di musicisti attivo a Roma attorno all’associazione Nuova Consonanza, gli studiosi Paolo dal Molin (Cagliari), Gianluigi Mattietti (Cagliari), Paolo Pombeni (Bologna), Raffaele Pozzi (Roma) e Graziella Seminara (Catania) affronteranno alcuni aspetti del rapporto tra musica e politica in quegli anni: il significato dell’eredità della Resistenza, l’attenzione allo sviluppo delle lotte operaie, l’uso politico del teatro musicale, il rapporto tra l’adesione al metodo dodecafonico e l’ideologia di stampo progressista da parte di molti compositori attivi in Italia nel dopoguerra.

Completano il programma le sessioni parallele di relazioni libere in Auditorium e in Teatro del sabato e della domenica mattina (ore 9.30-13), presiedute rispettivamente da Lorenzo Bianconi, Biancamaria Brumana, Pierpaolo Polzonetti, Raffaele Mellace ed Enrico Reggiani.

Venerdì 23 e sabato 24 novembre, La Soffitta Bologna – info: dar.unibo.it/it/ricerca/centri/soffitta/2018-2/musicasaggiatoremusicale.it/xxii-colloquio-di-musicologia/

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