Bonn, 27.06.2018, Bundeskunsthalle, Vajiko Chachkhiani. Foto: Bundeskunsthalle/BILDKRAFTWERK

La Galleria De’Foscherari presenta “Glass Ghosts”, prima personale a Bologna di Vajiko Chachkhiani. Classe 1985, residente a Berlino ma originario di Tiblisi, Chachkhiani ha rappresentato il suo Paese alla scorsa edizione della Biennale di Venezia, autore di uno dei Padiglioni di più belli e di grande impatto. Lo ritroviamo oggi in una mostra intensa e poetica, tra le più interessanti nella ricca offerta culturale della Bologna post Arte Fiera. Riportando le parole del curatore della mostra, Luigi Fassi, il giovane artista georgiano ha costruito la sua pratica come una drammaturgia spirituale, conducendo un’esplorazione continua su tematiche legate alla vita e alla morte, alla sofferenza come espiazione e purificazione, un ragionamento sulla libertà dell’uomo moderno lavorando con materiali di scarto e ready-made, mettendo scena un vero e proprio manifesto della vulnerabilità umana. Due grandi installazioni compongono la mostra: Secret that Mountain Kept si ricollega ai tragici eventi del 2015, quando un’alluvione ha distrutto lo zoo di Tbilisi sterminando più di trecento animali e liberandone gli altri in giro per la città. Una lotta uomo – natura non di certo metaforica, riporta l’attenzione sulla tematica dell’azione antropica di distruzione della vita sul nostro pianeta e su quanto a parità di mezzi, l’uomo resti una specie debole rispetto alle altre presenti sul pianeta.

Il pavimento della galleria accoglie un’istallazione diffusa di sculture in cui denti, artigli e ossa di grandi predatori raccolti in quei giorni per le strade del centro di Tbilisi dall’artista si uniscono a delle zucche vuote ed essiccate – tradizionali contenitori di vino – in assemblage vagamente antropomorfi, vanitas pronte a ricordare la nostra debolezza e fragilità del genere umano. Ad esse fanno eco dalle pareti le Harmonia mundi, carte in cui il motivo dell’armonia musicale si fa viatico di un messaggio di unione e corrispondenza tra l’uomo e l’animale, in cui ogni essere è unico e insostituibile, prezioso per l’equilibrio strutturale che governa il nostro mondo.

Fino al 23 marzo
Bologna, Galleria de’ Foscherai. Info: www.defoscherari.com

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