Universi Sonori: la musica e l’underground cesenate in un libro

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Il Vidia Club nei primi anni di attività (Pippo Foto)

Dove si compravano i dischi a Cesena negli anni in cui la musica si ascoltava ancora in analogico? Cosa facevano i giovani quando non esistevano i social network, non esisteva nemmeno il cellulare e il world wide web era appena agli albori? Quali realtà locali sono state da stimolo per la nascita e la crescita di generazioni di musicisti e di band, alcune delle quali oggi sono affermate anche oltre i confini regionali? Ci sono quasi 40 anni di storia racchiusi fra le pagine di Universi Sonori, un nuovo libro a cura dell’associazione cesenate l’Aquilone di Iqbal dedicato alla cultura musicale giovanile a Cesena dagli anni Ottanta ad oggi. Un progetto unico nel suo genere, che raccoglie le realtà più rappresentative fra quelle che a Cesena hanno dato spazio ai giovani, alla musica, alla controcultura: di alcune di queste realtà non esisteva, prima d’oggi, alcuna traccia scritta. Universi Sonori, presto disponibile nelle librerie Coop e Mondadori di Cesena, sarà presentato in anteprima sabato 16 febbraio al Vidia Club, con un grande party “remember”.

Quando circa un anno fa Cinzia Valzania dell’Aquilone di Iqbal, curatrice del progetto editoriale, ha illustrato alla sottoscritta e alla collega di giornalismo musicale Giulia Rossi l’idea di scrivere un libro sulla storia della cultura musicale giovanile cesenate, il pensiero immediato e condiviso è stato: “Ci sono grandissime storie, in città, che nessuno ha mai raccontato. Facciamolo!”. Da un impeto di entusiasmo ha quindi preso vita questa “avventura letteraria” a sei mani, che non ha la pretesa di essere completa, né tanto meno perfetta, ma che – senza retorica – è stata fatta con il cuore. A dare un contributo al lavoro di squadra sono state le penne di Marco Pasini, Ramona Marchi, Stefano Gianessi e Asia Pirini. Il layout del libro curato Jonas Severi ha saputo tradurre visivamente lo spirito “rock” che ha animato il tutto.

La storia di Universi Sonori parte dai primissimi anni Ottanta, quando a Cesena venivano organizzati i primi festival musicali alla Rocca Malatestiana e le prime serate live alla storica Capanna Rock di Diolaguardia. Collaborava già dai tempi all’organizzazione di questi eventi Libero Cola, patron del Vidia, “il comandante delle notti romagnole”, come qualcuno lo ha definito di recente in occasione del suo sessantesimo compleanno. Insieme all’amico e socio di una vita Massimo Erbacci, Cola fondò nel 1981-82 la cooperativa Polimedia, realtà dalla quale nacquero negli anni successivi il rock club di San Vittore e un’indimenticabile e indimenticata avventura radiofonica chiamata Radio Melody. La storica emittente cesenate era attiva già dai primissimi anni Ottanta: con la scomparsa prematura del primo proprietario, nel 1986, gli studi di via Cerchia di Sant’Egidio passarono sotto la gestione di Polimedia. Il Suono degli Spazi è la scuderia che fino alla fine del secolo scorso ha visto fiorire le più importanti band cesenati. Poi il cambio di millennio, una rivoluzione a tutto campo dal punto di vista storico, sociale e culturale: Cesena era ed è ancora oggi un punto di riferimento per tutto ciò che è musica, concerti, festival, controcultura. L’Officina 49 e il Magazzino Parallelo, l’Art Festival, il Villa Silvia Rock Camp, Retro Pop Live e Acieloaperto, il Tam Tam e lo Stone Bridge Studio, Radio Studio Delta con il suo “Festival di SanRamo”, i collettivi musicali À la plage e Vista Mare: sono numerose le realtà protagoniste delle centodieci pagine di Universi Sonori. Non da ultime ci sono le band e i musicisti cesenati, del presente e del passato: a loro è dedicata la parte finale del libro, che ripercorre in ordine cronologico la storia di circa 80 gruppi e artisti solisti.

Alcune storie “incredibili” che sono emerse dalla mia esperienza con Universi Sonori? Ho preso un caffè con Marco Moda (lo so, suona come il titolo di un film anni Ottanta, tipo “Sposerò Simon Le Bon”!), una sorta di mito della mia adolescenza: a metà degli anni Novanta, dopo la scuola, passavo i pomeriggi ad ascoltare la sua voce in radio, sulle frequenze Melody Generation. Parlando sempre della radio cesenate, ho scoperto come e quando nasce la missione romantica che Luigi Bertaccini porta avanti da 35 anni a questa parte in nome del rock. Ho scoperto, attraverso le parole degli amici dj, chi era Gianluca “Magnus” Magnani, primo vero e grande protagonista dell’underground cesenate. Alla memoria dell’indimenticato dj di Radio Melody, scomparso prematuramente due anni fa, sarà dedicata una mostra allestita dal 9 marzo al 7 aprile alla Biblioteca Malatestiana di Cesena, curata da Matteo Bosi (prezioso supporter di Universi Sonori) e promossa da Melody Box e Vidia Club. Si intitola “L’onda perfetta” e raccoglie foto storiche e materiali di archivio dell’emittente cesenate e del rock club di San Vittore.

Durante la stesura di Universi Sonori, mi sono commossa più volte. Mi è successo spulciando fra gli archivi fotografici del Vidia Club o guardando le foto che Gabriele “Red” Raggini (storico chitarrista dei Nabat e titolare di Rev Up, l’unico negozio di dischi rimasto oggi a Cesena) conserva nel cassetto, memoria della Cesena punk dei primi anni Ottanta (Massimo Erbacci del Vidia era uno dei protagonisti di questa scena, quando suonava nei S.I.B). Mi sono emozionata ascoltando il ricordo a tratti mistico che Libero Cola ha del concerto di Jeff Buckley al Vidia nel 1995 e dell’incontro fra il rocker californiano e Vinicio Capossela, l’anno successivo. Mi sono stupita nel ricordare che al Tam Tam Studio è stato registrato “Squérez” dei Lunapop e anche il primo disco di Cremonini solista. Ho scoperto qual è la vera identità di Gianni Greco di Melody Generation (altro mito della mia adolescenza) e di un altro personaggio iconico della Cesena in musica: Stefano Ballardini aka Jimmy, fondatore di Jimmy Guitar. Le sue chitarre “jimmate”, come le ha ribattezzate Telonio dell’Officina 49 durante uno scambio commosso di aneddoti su Whatsapp, restano un cimelio. Sono passate anche fra mani di band come Afterhours e Marlene Kuntz, mi ha ricordato Francesco “Fuzz” Brasini, socio di Jimmy e art director dell’indimenticabile prima Officina 49. Ho scoperto anche il ricchissimo curriculum musicale di Marco Turci. Un 13enne Diego Sapignoli che pare uscito da un film di Coppola (è uguale a Ralph Macchio in “The Outsider”!), mentre suona la batteria nei Vomito Elettrico (poi diventati Konfettura) in un concerto del 1993 al Comandini, è l’immagine che più mi piace ricordare (anche qui con qualche lacrima) fra tutte quelle raccolte dalla feconda scena musicale cesenate.
Le amiche e compagne di avventura Giulia e Cinzia potrebbero raccontare storie altrettanto incredibili, dalle testimonianze che anche loro hanno raccolto per i capitoli di Universi Sonori.

La festa per brindare alla pubblicazione del libro? È in programma, come già accennato sopra, sabato 16 febbraio al Vidia Club, nel corso di una serata interamente dedicata alla musica cesenate, realizzata grazie al contributo di artisti e dj che si esibiranno gratuitamente per sostenere il progetto. Dalle 21 saliranno sul palco i gruppi Le Scorie, Osvaldo e i suoi Barasi, Out of Order, Numa Pompilio, il rapper Slat e, in apertura di serata, il giovane cantautore Davide Bosi, mentre si alterneranno alla consolle i dj di Melody Box Luigi Bertaccini, Marco Turci, Matteo Bosi, Matteo “Cali” Calisesi e Luca d’Altri e del Vidia Club Cece e Aletti.
L’ingresso alla serata è a offerta libera. In occasione dell’evento sarà possibile l’acquisto del libro a 10 euro, il ricavato contribuirà a sostenere i progetti di solidarietà dell’associazione l’Aquilone di Iqbal e lo sviluppo futuro di Universi Sonori.

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