L’adesso non esiste perché nel momento in cui lo pronunci è già prima. Questa è la filosofia del giovane protagonista di Ricordi?, il film di Valerio Mieli che all’ultima Mostra Internazionale dell’arte cinematografica di Venezia si è guadagnato il premio FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub) e quello del pubblico.
È proprio la filosofia del protagonista, Paolo (Luca Marinelli), a rappresentare la chiave di lettura di tutto il film. A guardare il trailer si potrebbe infatti restare ingannati dall’idea di una semplice, seppur travagliata storia d’amore. E in parte è così, ma ciò che stupisce e conquista del film è come al storia d’amore è costruita.
L’affermazione del protagonista precede la comparsa sul grande schermo del titolo del film e già fin dall’inizio il regista abitua lo spettatore al gioco di intreccio tra passato, presente e futuro giustificato narrativamente dall’attitudine dei personaggi che costruiscono la loro relazione su un gioco di evocazione continua di ricordi. Il risultato è un turbine di immagini, nel quale lo spettatore si trova completamente coinvolto nel tentativo di ricostruire una linea cronologica della narrazione, aiutato dal regista dall’uso di filtri di colore (blu, giallo, rosso e verde) che definiscono i tempi della narrazione.
Oltre ai continui rimbalzi tra l’adesso, i ricordi e le previsioni, il film gioca anche sull’idea psicologica di ricordo, che è sempre una distorsione della realtà, o meglio una sua interpretazione. Quando ricordiamo un evento che abbiamo vissuto lo personalizziamo, ecco perché il colore dell’abito di Ginevra (Linda Caridi) cambia colore nel corso del primo incontro ed ecco perché i ricordi talvolta si fanno confusi ed è difficile dire quale sia stata effettivamente la verità.
Quella che poteva essere una banale storia d’amore complicata diventa così in interessante gioco di incastri dove lo spettatore è chiamato in prima persona un po’ a giocare e un po’ anche a godersi semplicemente l’estetica e la componente plastica del film, che sfrutta in particolar modo l’effetto cromatico.

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