Out of Order, 30 anni sul palco e non sentirli. Live al Big Fish Day

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Mirco Lucchi, voce e frontman dei cesenaticensi Out of Order (ph. Tobia Montanari Lughi)

Nei gloriosi anni Novanta hanno fatto anche da spalla a gruppi del calibro di Foo Fighters (alla festa dell’Unità di Modena, nel 1995) e Motorpsycho (al Velvet Club), girando in lungo e in largo per la Penisola e intraprendo anche diversi tour europei. Il loro è un grunge-rock senza fronzoli, di quello che ti spettina i capelli: allora, quando erano un gruppo di amici poco più che ventenni, accomunati da una grande passione e dalla voglia incontenibile di suonare insieme, e ancor più oggi, quando all’entusiasmo degli esordi si è aggiunta una buona dose di esperienza e di maturità artistica e professionale. Festeggiano 30 anni di carriera gli Out of Order e hanno ancora un bel po’ di capigliature da scompigliare con il loro sound adrenalinico e dirompente, di quello dell’autentica old school. La band di Cesenatico sabato 1 giugno sale sul palco del Big Fish Day a Mercato Saraceno, ad aprire il concerto di una band di culto del metal-rock europeo, loro coetanea: i Therapy?
Nati del 1999 fra la Riviera romagnola e l’entroterra, gli OOO – questo è l’acronimo usato dai fan – oggi sono composti da Mirco Lucchi (voce) e Graziano Savoia (chitarra), entrambi membri del gruppo fin dalla sua fondazione, a cui si aggiungono Claudio “Kiodo” Gozzoli (batteria), Alfredo “Epi” Gentili (basso) e la new entry Claudio Garattoni (chitarra). Sono anche al lavoro per un nuovo disco, celebrativo di tre decenni di storia musicale. Ce ne parla Mirco Lucchi, energico ed eclettico frontman della band.

Gli OOO nel 1994, in studio a Riccione durante le registrazioni di “Lord Of Suicide”

Come nascono gli Out Of Order?
La band nasce nel lontano 1989 da un gruppo di amici uniti dalla voglia di mettersi in gioco e soprattutto da una grandissima voglia di fare musica.

In trent’anni avete sempre suonato assieme?
In questi trent’anni la formazione ha avuto varie mutazioni e alcuni ritorni, come quello di Epi al basso, ma abbiamo sempre suonato con continuità tra il 1989 e il 2000, dopodiché ci siamo presi una piccola pausa che è durata sino alla reunion del 2004, seguita da una serie di concerti. Dal 2010 abbiamo serrato nuovamente i ranghi sino all’uscita del nostro ultimo album Enjoy, del 2015.

Quanti dischi avete in repertorio?
Gli album di inediti pubblicati su supporto fisico, in cd o in vinile, sono quattro, tutti prodotti tramite etichette indipendenti, la Boundless prima e la Go Down Records poi. Il nostro disco d’esordio è stato Lord of suicide del 1994, uscito in 45 giri e cd. A questo è seguito Stranded nel 1996 e Overload nel 1999. Enjoy è la quarta e ultima fatica in studio, registrata a Savignano sul Rubicone dagli amici della Go Down. Negli anni inoltre abbiamo partecipato a diverse compilation, come Get the usual suspects out (1996) con il brano “Hatred”, Ohrenradern (1997) con il brano “#7”, Audiobaccano (1999) con il brano “Crash”.

Momenti “epocali” della vostra carriera musicale?
Forse, più di che momenti, potremmo parlare di anni “epocali”, quelli dal 1994 al 1999, quando si suonava su e giù per lo Stivale e non solo (negli anni Novanta abbiamo fatto anche tour in Germania e in Polonia), passando dai centri sociali, ai club, ai festival. Ovunque ci si potesse esibire, gli OOO c’erano!

Gli Out of Order oggi: da sinistra Claudio Gozzoli, Claudio Garattoni, Mirco Lucchi, Alfredo Gentili e Graziano Savoia

Che ricordo avete dell’esperienza come gruppo spalla dei Foo Fighters?
La nostra esperienza con i Foo Fighters nacque da una telefonata di Libero Cola, che ci propose di aprire la loro data di Modena (parliamo del settembre del 1995, era la prima prima tournée della band di Dave Grohl in Europa). Non ci pensammo un attimo! Entusiasti ed emozionati come dei bambini, in piena fibrillazione aspettavamo il giorno della data. Parlando con Dave Grohl e i suoi nel backstage, ci rendemmo subito conto della loro umiltà, sia come artisti sia come persone. Ricordo che guardando i nostri strumenti ci chiesero se eravamo “ricchi”, perché avevamo amplificatori, chitarre e batteria di alta qualità. Ma il ricordo che ho nel cuore fu vedere che, mentre ci esibivamo, tutti loro ballavano e saltavano come matti. Alla fine dell’esibizione ci vennero incontro urlando “Wow great guys!” e dopo le foto di rito tutti a bere! Fu una giornata indimenticabile.

E i Motorpsycho? Come fu condividere il palco del Velvet con loro?
Di quel concerto non ho grandi ricordi, solo che, come si suol dire, “se la tiravano di brutto”. Dopo la nostra esibizione però si ammorbidirono, tanto che nel backstage fu festa! L’anno successivo erano nuovamente in tour in Europa e avevano ancora una data all’oggi compianto Velvet: in quell’occasione chiesero esplicitamente al locale di avere gli OOO come gruppo spalla. Fu così che suonammo per la seconda volta con i Motorpsycho. Questo fu sicuramente per noi un grande riconoscimento.

State lavorando a un nuovo disco: qualche anticipazione?
Stiamo lavorando a nuovi brani per festeggiare i nostri “primi” trent’anni di attività. In verità qualche brano lo presenteremo in anteprima al Big Fish. Dobbiamo ancora decidere il formato dell’album (se fare un album oppure un mini). Sicuramente vorremmo che uscisse entro la fine del 2019.

Una definizione degli Out Of Order oggi? Com’è suonare insieme dopo tanti anni?
Forse una definizione propria non c’è. Mi piace pensare che, quando siamo insieme e ognuno di noi si attiva in modalità “ON” e chiude gli occhi, parte un’alchimia unica. Ci lega un modo di stare insieme e di fare musica che possiamo chiamare tranquillamente… rock ‘n’ roll!

Cosa rappresenta per voi il Big Fish Day?
So per certo che nel regolamento della manifestazione nessuna band suona più di una volta… e la nostra prima volta c’è già stata otto anni fa, il 21 maggio 2011. Ma nel mondo degli OOO i regolamenti a volte cambiano. Forse è anche grazie al peso degli headliner – i grandissimi Therapy?, affini a noi come sonorità e voglia di suonare live – che questa sarà la nostra seconda volta al Big Fish! Penso che tutto l’impegno dei ragazzi dello staff, la loro passione e determinazione, faccia di questa manifestazione un evento unico. Stimiamo tanto il lavoro che hanno fatto in tutti questi anni, ed è per questo che al Big Fish non diremo mai di no!

Prossime date in vista?
Partiamo col dire che il concerto al Big Fish a supporto dei Therapy? non è cosa da poco… lo definirei LA DATA! Un’altra data da segnare in calendario è quella del 29 giugno prossimo, quando suoneremo a Cesenatico per la Summer Night Rock, al Madame Luvarì, dove saremo supportati dai faentini Opnova.

Il Big Fish Day è il memorial organizzato da 11 anni a Mercato Saraceno per ricordare Mirko ‘Pesce’ Bartolini, trentaduenne scomparso prematuramente, ricordato da tutti per la sua passione per le moto e la musica e per il suo impegno nel sociale. In questa edizione 2019 della manifestazione ci sarà spazio anche per la new wave e il blues ‘primordiale’ con il concerto dei cesenati Numa Pompilio e per classici del rock, folk e country americano con i ravennati Hernandez&Sampedro. Il ricavato della giornata sarà devoluto, come tutti gli anni, a Emergency.

 

 

 

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