“Le parole e il mare”, storie e racconti dal Mar Mediterraneo

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Si sono fatti attendere su quel palco costruito appositamente con lo sfondo del neo-nato museo di Classis, ma in effetti ne è valsa la pena. Lino Guanciale, Marco Morandi e Alessandro Vanoli hanno fatto la loro comparsa quasi contemporaneamente e per un’ora e mezza circa hanno offerto al pubblico uno spettacolo allo stesso tempo divertente e riflessivo, comico e profondo.

Un’interessante e approfondita ricerca etimologica, condita di improvvisazione e sketch comici, che ha come protagonista principale il Mar Mediterraneo e tutti i suoi porti, quello greco di Atene, quello di Tunisi e quello di Palermo. Tre luoghi apparentemente lontani ma in realtà estremamente vicini e niente come la lingua e le parole sono in grado di testimoniarlo a partire dalle loro origini e radici fino alle loro ultime evoluzioni. Questi porti incrociano sul palco le storie di personaggi del passato, tra storici e filosofi, scrittori e musicisti che, nel fornire una loro visione di mondo, ci mostrano quanto le differenze e i confini siano in realtà pure convenzioni.

In uno spettacolo dove la parola e la lingua fanno da protagoniste, non può mancare una ricerca linguistica sui dialetti, dal siciliano al romano, testimoniando la varietà dei suoni e degli accenti della nostra terra fino alla loro forma più sublime raggiunta nelle canzoni cantate da Marco Morandi. Quando però le parole scompaiono e resta solo la musica, la vanità dei confini si fa ancora più evidente.

Non c’è da stupirsi, dice Lino Guanciale, se oggi milioni di persone salgono su un barcone per oltrepassare quel grande mare che è il Mediterraneo e arrivare fino alle nostre coste: non è una novità, si è sempre fatto. Il Mar Mediterraneo è sempre stato un luogo di attraversamento, di contaminazione, di incontro. Da prima dei Romani le onde di “barbari” giungevano sulle nostre terre e qui cambiavano nome e diventavano parte della cosiddetta civiltà. I barbari, in fondo, siamo noi e loro insieme.

Lino Guanciale, Marco Morandi e Alessandro Vanoli fanno riflettere il pubblico, tra risate e commozione, su uno dei temi più caldi della nostra contemporaneità, con alle spalle il mosaico di un mare che brilla e che conduce all’interno del museo di Classe dove effettivamente si conserva la storia e il ricordo di un passato comune che, oggi più che mai, è necessario riportare alla luce per vincere i sentimenti di razzismo e paura del diverso.

Le parole e il mare, Ravenna Festival, 24 giugno

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