Teho Teardo, la musica d’autore all’Auditorium San Giacomo

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Giovedì 12 settembre l’Auditorium San Giacomo di Forlì ospita il compositore fruilano, autore di colonne sonore per il cinema e la TV, Teho Teardo e il suo Le Retour à la raison – Musique pour trois film de Man Ray.

Ambra Chiara Michelangeli (viola) e Elena De Stabile (violino) accompagneranno il compositore sul palco con, alle spalle, le immagini dei film d’arte del pittore, fotografo e regista statunitense, esponente del Dadaismo, morto nel 1976 a Parigi.

Le retour à la raison è il primo cortometraggio di Man Ray, apparso sul grande schermo per.la.ptima volta il 6 luglio 1923 al teatro Michel di Parigi. Il film si presenta come la teorizzazione della tecnica di “rayografia”, che prende il nome dall’artista. Concretamente, si tratta di esporre gli oggetti a contatto con del materiale sensibile. Protagonisti del cortometraggio sono dunque oggetti della quotidianità, quali molle o chiodi, che si mostrano allo spettatore attraverso giochi di luce, nonché il nudo di Kiki de Montparnasse, musa-modella di molti lavori dadaisti e surrealisti. Gli spezzoni di pellicola che compongono il film sono stati casualmente incollati tra loro in una sola notte e la loro durata è stata prolungata successivamente da alcune riprese. Le retour à la raison è dunque una sorta di gioco, concetto tanto caro ai dadaisti, che cede all’improvvisazione, all’assemblaggio e che è frutto di una viva immaginazione.

Uno spettacolo dal vivo, divenuto progetto discografico grazie a Specula Records, che nel finale vede come protagonista una vera e propria orchestra di chitarristi/bassisti, impegnati in un crescendo in C# minore: L’ètoile de mer. Film del 1928, L’ètoile de mer si compone di immagini pure, seguendo un’ottica lirica del cinema. I giochi di parole che le accompagnano delineano un’idea di bellezza ideale femminile collegata alla perfezione della stella marina a cui allude il titolo. Lo spettatore ha una percezione confusa di ciò che accade a causa di un vetro smerigliato che deforma l’immagine.

Emak Bakia è il terzo cortometraggio protagonista della serata, concretizzazione del concetto di “cinepoema”. Realizzato nel 1926, il film unisce la tecnica della rayografia con quella dell’esposizione multipla e dell’effetto flou per dare l’idea di una serie di forme geometriche, volti e immagini che si susseguono in maniera casuale e indipendente gli uni dagli altri.

Giovedì 12 settembre, Teho Teardo, Auditorium San Giacomo Forlì (FC), ore 21.30 – info: www.stradeblu.org

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