“Dalla luna tutto torna”: gli scatti “pirandelliani” di Luca Bacciocchi in mostra

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Un progetto fotografico dalla poetica pirandelliana nato nel 2015 e sviluppatosi nel corso degli anni, anche attraverso diverse rassegne espositive, che mette al centro l’individuo alle prese con sé stesso e con la ricerca della propria identità. Si intitola “Dalla luna tutto torna” ed è la mostra che inaugura sabato 5 ottobre alla Galleria Ex Pescheria di Cesena, dove rimarrà allestita fino al 27 ottobre. Autore degli scatti è l’artista Luca Bacciocchi, forlivese, classe 1977, fotografo professionista con una solida esperienza in psicologia.

La mostra si divide in tre serie di immagini fotografiche, per un totale di 60 opere esposte. Il copro principale fa parte della rassegna “Abitare il Tempo”, che ha fatto tappa nel 2016 a Palazzo Albertini a Forlì e al Grand Hotel da Vinci di Cesenatico. L’ultimo e “più giovane” gruppo di immagini, da cui è nato il progetto espositivo “AM:PM dalla via Emilia al Mare”, è stato invece esposto nel 2017 alle Terme di Cervia. “Dalla luna tutto torna” vuole essere l’unione di questi due percorsi artistici, che oggi vengono accorpati e messi in continuità dall’artista, nonché ulteriormente sviluppati seguendo un filo logico comune.

Il file rouge della mostra è una tematica da sempre oggetto di riflessione da parte di pensatori, filosofi ed artisti: il rapporto dell’uomo con il tempo inteso come entità astratta, nella sua accezione più ampia e universale. Bacciocchi interpreta questa relazione catturando con il suo obiettivo una serie di luoghi-non luoghi, in cui l’individuo si trova faccia a faccia con sé stesso e si interroga di fronte all’infinito. La chiave di lettura vuole essere positiva: l’uomo vive “abitando il suo tempo”, in modo sincronico e in armonia, senza perdersi nell’angoscia di fronte al suo scorrere inesorabile. L’artista, con immagini rarefatte e decontestualizzate, cerca di lasciare a chi osserva la libertà di interpretare ciò che vede secondo il suo sentire più intimo, perdendosi nell’immaginazione e volgendo lo sguardo dalla superficie dell’opera alla propria interiorità.

La visione personale di Luca Bacciocchi si sviluppa in ciascuna delle tre serie di immagini esposte. Nella prima serie di immagini, scattate in diverse località italiane e dedicata ai “luoghi non più abitati”, l’abitare viene inteso in senso stretto: l’uomo, nonostante la sua presenza fisica sia venuta meno, è riuscito a lasciare i segni tangibili del suo passaggio negli oggetti, nei muri e negli ambienti del suo vivere quotidiano, che continuano a modificarsi nel tempo come se avessero, essi stessi, una vita propria. Ogni foto è il breve racconto di un attimo di vita fissato nel tempo, così com’è, prima del sopraggiungere di un evento improvviso e ineluttabile: ecco allora un telefono impolverato, bottiglie ancora disposte sugli scaffali, letti disfatti, oggetti di vita quotidiana abbandonati in fretta e rimasti intatti nonostante lo scorrere delle giornate li abbia coperti di polvere. Oggetti che lasciano pensare e fantasticare, non senza una punta di malinconia.

Il secondo gruppo di immagini è frutto di un lavoro svolto in Francia, Polonia, Slovenia e Italia e fornisce una visione più introspettiva del rapporto uomo-tempo e del cammino per scoprire e dare un senso alla propria storia. Qui, infatti, il passaggio dell’uomo è inteso in senso più ampio, come percorso, tracciato fisico in alcuni casi e passaggio mentale in altri. Entrambe le accezioni denotano una relazione armonica tra le due entità: l’uomo è autentico, esiste nella misura in cui gestisce e rimane nel tempo. La serie comprende scatti fotografici che tentano di dare un’interpretazione di luoghi in apparenza sempre uguali a sé stessi – il mare, la spiaggia – ma in continuo divenire. L’uomo, in questi paesaggi poetici e silenziosi, appare talvolta come semplice figura evanescente, talvolta come qualcosa che lascia una traccia del suo passaggio. In altri casi ancora la figura umana viene esasperata e enfatizzata con ironia nelle sue peculiarità più evidenti.

La terza e ultima serie di immagini, più “giovane” poiché realizzata più recentemente dall’artista, ha come oggetto l’indagine di un momento temporale ben definito: la notte, situazione nella quale è possibile osservare e porsi delle domande in modo unico. In questa serie di opere vengono raccontati alcuni luoghi considerati comunemente di passaggio (strade provinciali, stazioni di servizio, hotel), immortalati in una situazione notturna e misteriosa. Si tratta di luoghi dove le persone si fermano per poco, lasciando, comunque, indizi della propria presenza. L’osservatore è portato a raccogliere tali indizi e a interpretare secondo il proprio sentire più intimo. Dell’essere umano non c’è apparentemente traccia, solo qualche segnale ne fa intuire il passaggio: una luce accesa alla finestra, una bicicletta appoggiata al muro, i fari di una macchina. Questi segnali, ancora una volta, permettono all’osservatore di immergersi nel silenzio della notte e di fantasticare.

La mostra “Dalla luna tutto torna” include anche lo scatto di Luca Bacciocchi vincitore del concorso IPA 2019 (vedi foto sopra), contest aperto ai fotografi di tutto il mondo promosso dall’International Psychoanalitical Associacion. L’opera, dal titolo “Koru”, ritrae due figure femminili in una spiaggia dello Slowinsky Park in Polonia: una madre e una figlia, distese sulla sabbia una accanto all’altra, metafora della ciclicità dell’universo, della trasformazione, dell’infinito.

Vernissage sabato 5 ottobre alle 17.30. La mostra è visitabile fino al 27 ottobre il martedì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 19; il mercoledì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. Per maggiori info sull’artista e sulle sue opere www.lucabacciocchi.com

 

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