Gender Bender si fa Radical Choc

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Tutto è caldo nella nuova edizione di Gender Bender: le aree geografiche del Medio Oriente, dell’America Latina e dell’Africa, le tematiche come i nuovi femminismi e la nascita delle comunità anticonflittuali, la pratica della mutilazione dei genitali femminili e l’aborto illegale. Calde sono anche le voci delle nuove generazioni e di quelle mai abbastanza ascoltate.

Radical Choc è il titolo di questa nuova edizione che si terrà a Bologna dal 23 ottobre al 3 novembre. E si tratta davvero del tentativo di prendere la parola e choccare: fare esplodere le contraddizioni, spazzare via i luoghi comuni. Uno spazio unico, condiviso ed ecologico da vivere all’insegna dell’arte e della cultura.

Tra danza, cinema, conversazioni e reading, workshop e party, il programma si compone di più di 120 appuntamenti.

Si comincia con la sezione danza: protagoniste ben 10 compagnie provenienti da Israele, Iran, Francia, Argentina, Belgio, Spagna, Slovenia, Inghilterra e Italia. “Common Emotions” e “Stereotypes Game” della coreografa israeliana Yasmeen Godder rispondono alla volontà di creare una nuova idea di comunità della coreografa israeliana Yasmeen Godder. In “Common emotions” Il palco si trasforma in luogo di incontro tra pubblico e performer, mentre “Stereotypes Game” riflette sugli immaginari e gli stereotipi di genere. Qui protagonisti sono gli adolescenti che tornano ad emergere anche in “Passing the Bechdel Test” del coreografo belga Jan Martens, incentrato sui nuovi femminismi evocati dalle voci di giovani che leggono parole di autrici, artiste e attiviste del passato e del presente. “Savušun” è l’ode alla
vulnerabilità e alle emozioni del coreografo Sorour Darabi, mentre “Harleking” di Enrico Ticconi e Ginevra Panzetti riflette sul rapporto tra risata e potere. Protagoniste anche le dinamiche di genere ne “L’età dell’horror” di Riccardo Buscarini e in “Un Poyo Rojo” del coreografo argentino Hermes Gaido. Il desiderio è protagonista della coreografia “P!nk Elephant” di Siro Guglielmi. “Somiglianza”di  Mattia Russo e Antonio De Rosa e “Extended Symmetry” di Giuseppe Vincent Giampino rileggono in chiave contemporanea il balletto “L’après midi d’un faune” di Nijinsky. Ma spazio anche ai nuovi talenti con lo spettacolo interattivo “Keo” di Elena Sgarbossa.  Tra le performing art spicca inoltre la performance delle Drag Syndrome, ossia Horrora Shebang, Justin Bond, Lady Francesca; il primo collettivo al mondo di drag king e drag queen formato da persone con la sindrome di Down.

Per la sezione cinema sono previsti più di 23 titoli provenienti da Iran, Francia, USA, Argentina, Filippine, Spagna, Svezia,
Venezuela, Danimarca, Germania, UK, Svizzera, Brasile, Sudafrica, Messico,
Cile. Si partirà con le storie del fotografo statunitense Joel-Peter Witkin, per arrivare a “Tehran: City of Love”  di Ali Jaberansari, una commedia agrodolce sulla vita di tre  personaggi di mezza età, alla ricerca dell’amore. In programma anche “El Principe” di Sebastián Muñoz, storia di amore e violenza, tradimento e lealtà nel Cile del 1970. Dalla fiction si passa al documentario con “In the name of your daughter” di Giselle Portenier, l centinaia di ragazze impavide che ogni anno in Tanzania decidono di scappare di casa e trovare rifugio in una casa accoglienza, per salvarsi dalla pratica illegale della mutilazione genitale femminile. Le donne sono protagoniste anche di “Female pleasure” di Barbara Miller, dove torna centrale il tema del desiderio e in particolare della sessualità femminile che costretta a combattere contro le culture patriarcali. Il pubblico potrà vedere in prima nazionale “45 Dias sem você” (45 Days away from you) del regista brasiliano Rafael Gomes e “Ask for Jane” di Rachel Carey, con nuovamente protagoniste le donne e il diritto di aborto. Anche nel cinema tornano le riflessioni sulle dinamiche di genere con “Littles Westie” di Joy E. Reed e Dan Hun, Storia di due giovani transgender, e “Yo Imposible” (Being Impossible) di Patricia Ortega, storia di una ragazza nata intersex. Sempre sulle medesime tematiche è incentrato “Clément. Alex et tous les autres” del regista Cheng-Chui Kuo e il film di fantascienza “Aniara” di Pella Kågerman e Hugo Lilja.

Radicali libere è il titolo della sezione incontri: un viaggio alla scoperta di personalità artistiche iconoclaste. Attraverso una lettura scenica, l’attrice e performer Elisa Turco Liveri presenterà insieme a  Silvia Mazzucchelli “Le scommesse sono aperte”  di Claude Cahun. In “Di perle e cicatrici”  Slavina presta la propria voce e corpo ai testi di Pedro Lemebel, introdotti da Ariase Barretta. Lo scrittore Franco Buffoni presenterà il suo ultimo libro “Due pub, tre poeti e un desiderio” che intreccia le voci e le vite di Lord Byron, Oscar Wilde e Wystan H. Auden. Francis Bacon rivive invece nella graphic biography di Cristina Portolano. Non può mancare la fumettista Fumettibrutti, che presenterà il suo nuovo graphic novel autobiografico “P. La mia adolescenza trans”.

Per finire, i workshop. “Love Rituals” di Roberta Racis propone un laboratorio che libera il corpo, rinegoziando le dinamiche di potere all’interno del gruppo. Alle dinamiche di genere e gruppo risponde “Let The Birds Sing”, la danza folk della coreografa slovena Nataša Živković. Per la coreografa Hannah Buckley e il dramaturgo Sergio Martínez Vila
le identità di genere sono come una catena montuosa: in “Mountain” si partirà dalla differenza e dalla varietà dei corpi di ogni partecipante per diventare elementi di un unico paesaggio.

Info: 051 0957221
www.genderbender.it

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