Una rassegna docu-film sulle relazioni e l’identità di genere

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Zen sul ghiaccio sottile di Margherita Ferri

Come nel libro di Raymond Carver (1938 – 1988) uno dei più importanti scrittori statunitense del novecento – “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore” diventa il momento per interrogarsi sulle relazioni fra uomo e donna. Oggi il titolo si trasforma in una Rassegna Docu-film, in un’occasione per approfondire il tema delle relazioni e dell’identità di genere, promossa dal Servizio Politiche e Cultura di Genere dell’Unione. Insieme gli Assessorati alle Politiche e Cultura di Genere, il Ridotto Teatro Masini Faenza, il Cine Club Raggio Verde, MeTRa, SOS Donna – Faenza, Cinema Europa, Un secco no.

“Ci siamo uniti intorno ad un tavolo” – racconta Claudia Gatta Assessore – “le realtà del territorio che hanno competenza in tema di cinema, da un lato, e in tema di donne, dall’altro, per unire le competenze e interrogarsi sui temi della discriminazione e della violenza di genere, proprio per lavorare sulla parte problematica della relazione di coppia, sulla violenza agita. Ci siamo interrogati/e sul significato delle differenze di genere e sulla domanda Di cosa parliamo quando parliamo d’amore. Abbiamo maturato la scelta di rispondere attraverso i titoli dei film selezionati per la rassegna, per dare risposte diverse e affrontare tematiche diverse. Sono gli stessi film che propongono una risposta alla domanda”.

In questo modo è dunque il cinema d’autore a rispondere e porre momenti di riflessione e approfondimento al pubblico sul tema. Così è come se intervenissero Pasolini, Ferri, Warchus, Dayton e Faris, Davies e Occhipinti.

“Sì, abbiamo voluto lasciare la risposta alla domanda posta al film e al tema che affronta. In questo progetto abbiamo fortemente desiderato coinvolgere tutte le località dell’Unione per disseminare il nostro impegno e occasioni culturali a tutti, aprirci al pubblico in maniera libera. Desideriamo includere anche i più giovani, stiamo collaborando nei diversi contesti scolastici, a costruire percorsi con gli insegnanti sul tema”.

La scelta di lavorare con l’Unione della Romagna Faentina è un tema politico?

“Certamente desideriamo portare un progetto organizzato dagli Assessori alle politiche culture di genere alla gente”.

Parlare di violenza e discriminazione di genere è un fatto sociale, culturale o didattico?

“Questo è il tema. La domanda che poni è un po’ quello che ha mosso il lavoro del gruppo”, riprende Claudia Gatta, “Volevamo proporre una rassegna DOCU-FILM. Nella copertina del dépliant, non si parla di “contro”, di differenze e violenza ma si parla d’amore e di relazione, di identità di genere. Usiamo termini per spiegare la nostra risposta alla problematica della violenza di genere lasciando la parola ai film che abbiamo selezionato con molta attenzione. Abbiamo pensato di sperimentare il lavoro rivolgendoci alle località in modo libero, senza targettizzare al femminile. Al primo appuntamento, quello del 4 novembre che proponeva un film di Pasolini, il pubblico presente era misto. L’ingresso è libero è una scelta importante per dare a tutti l’opportunità di vedere un film d’autore. Economicamente la rassegna è sostenuta dall’Unione che ha collaborato con grande disponibilità”, conclude Claudia Gatta.

Ricordiamo che a fine film è previsto un commento sul tema e dialogo condotto da collaboratori del progetto.

di Sabina Orlandi

Fino al 27 marzo, Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, luoghi vari – info: romagnafaentina.it

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