Nada e il suo Materiale Domestico, la vita in musica

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“Questo materiale domestico in LoFi o bassa fedeltà, con qualche distorsione e alcuni “lievi” rumori di fondo, l’ho registrato nel corso degli anni su musicassetta mono, poi cassetta stereo, Revox 2 tracce, successivamente Teac 4 tracce a cassetta, per passare al minidisc Sony, Fostex 8 tracce a bobina, Alesis 8 tracce, fino ad approdare, sul tardi, nell’era del computer, a Garage Band”. E’ dalle stesse parole di Nada che emerge la natura del suo nuovo album in uscita “Materiale Domestico“. Un disco che contiene al suo interno non solo anni di vita e di carriera della grande artista toscana, ma anche anni di musica e tecnologia evoluta molto velocemente.

“Materiale domestico” è un vero e proprio archivio musicale: i ventiquattro brani in esso contenuti prevengono da un lavoro di selezione tra le centinaia ore di musica registrate nel corso degli anni, tra il 1986 e il 2019. Si tratta di prime versioni, provini, abbozzi di canzoni che arriveranno nei suoi dischi nella versione definitiva. “Materiale domestico” racconta così una storia, quella di un’artista, del suo percorso, di una vita dedicata alla musica. “Quelli che ho scelto, tra i tanti che mi sono capitati tra le mani, sono “provini” nati dalla cucina alla sala, a volte in corridoio, e che vogliono essere solo una sincera testimonianza del mestiere che faccio”, ha affermato la musicista.

Il progetto discografico è anche affiancato da un’omonima autobiografia, edita da edizioni Atlantide e già pubblicata il 21 ottobre: un altro racconto di vita, nella forma della scrittura, ma schietto e crudo come le sue canzoni e la sua musica. Insomma, tutto nel suo stile.

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