Sonny Yea: tra disco house, power pop e liriche al confine della guerriglia

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Il video del brano La città lanciato a settembre su YouTube sfiora le 130 mila visualizzazioni: è la prima puntata di una sorta di web serie musicale pensata per promuovere ogni nuovo singolo in uscita. Dal taglio cinematografico, con protagonisti diversi volti noti del panorama musicale romagnolo, il video è un racconto fuori dalle regole, sia dal punto di vista visivo che sonoro. Una storia d’amore e di sangue sulle note di un sound fresco e moderno, che parte dalla disco house per esplorare i territori della world music e del pop internazionale. Questo progetto visionario ha un nome: Sonny Yea.

Stiamo parlando di un nuovo trio nato circa un anno fa nella Valle del Savio, terra di grande fermento artistico e musicale. La voce e le parole di Sonny Yea sono di Frei Rossi, musicista e cantautore apprezzato anche fuori regione noto anche come ex frontman de Gli Ex e dei Go Go Megafon. La batteria di Sonny Yea è pilotata da Mocambo, al secolo batterista dei Daunbailò e poi motore ritmico degli indimenticabili e indimenticati Jang Senato. Il trio si completa con il basso di Marcello “Corky” Veggiani, anche lui agli esordi nelle fila dei Daunbailò e poi anima dei Coy Connis.

La città è il terzo singolo lanciato dalla band romagnola, dopo Gianni a pezzi e Mojito e novalgina. Dietro a questo progetto c’è la produzione artistica di Manuele Fusaroli, aka Max Stirner, musicista, producer e vero e proprio artigiano del suono della musica indie italiana e straniera. Un nuovo singolo è in uscita nelle prossime settimane, la data da segnare in calendario è domenica 8 dicembre: i Sonny Yea sono pronti a conquistare il popolo del web con Super Saudita, nuovo brano e nuovo video della loro particolare serie musicale.

“Dopo tanta dedizione verso una passione sempre più forte per la musica, per il live, la ricerca sonora e strumentale, siamo arrivati a portare in giro quell’intesa e quella visceralità che ci lega da anni – scrivono i musicisti della band -. Quell’empatia da performance di chi ha condiviso i palchi per decenni e di chi ha navigato la street music”. Il risultato? È una realtà “cool” e fuori da ogni regola sonora. “Sonny Yea non mangia il pubblico – continua la band -, ma gli regala caramelle tra le note, col fuoco negli occhi. Sonny Yea porta nella luce senza paura. Musicisti esperti, visionari con un sano coraggio provocatorio, rivelano un’immagine fresca, passionale e decisamente ottimista”.

Il loro sound viaggia dalla Colombia al deserto saudita, esplora la world music e il pop internazionale, perforato di tanto in tanto da mitragliate di disco-house. Le liriche, “sul confine di guerriglia”, raccontano più di quello che riusciamo a vedere.

 

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