PCF: PREMIO PETRI A MARCO BELLOCCHIO CON ‘IL TRADITORE’

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Il_traditore_scena_film_©FabioLovino

Va a Il traditore” del regista Marco Bellocchio il premio della prima edizione del Premio Elio Petri, la consegna avverrà sabato 14 dicembre al Cinema Kursaal di Porretta Terme.

Il premio – nato per omaggiare il maestro Elio Petri in occasione dei 90 anni dalla nascita e in considerazione del rapporto speciale che legava il regista alla Mostra del Cinema Libero di Porretta Terme, dove nel 1971 insieme a Gian Maria Volonté presentò in anteprima mondiale ‘La classe operaia va in paradiso’, poi premiato con la Palma d’Oro a Cannes – assegnato dalla giuria presieduta da Walter Veltroni, viene conferito a “Il traditore” perché racconta un fatto storico con passione e con rigore senza però cadere nella trappola del realismo da trasmissione televisiva. In questo, segue la grande lezione di Elio Petri, un autore che sapeva unire tensione culturale e ottica con uno sguardo mai banale e mai schiacciato sul realismo“.

In questa occasione traspare anche il rapporto speciale che lega Marco Bellocchio con il territorio ed il Festival, nell’autunno dell’83 girò il suo Enrico IV alla Rocchetta Mattei e fu proprio lui, diciotto anni fa, a tenere a battesimo la prima edizione del Festival.

Iltraditore_di_MarcoBellocchio_PierfrancescoFavino_©Fabio Lovino

Il film, basato su fatti realmente accaduti, ambientato all’inizio degli anni 80, racconta la guerra tra le vecchie famiglie della mafia, Totò Riina e i Corleonesi. In palio c’è il controllo sul traffico di droga. Alla festa di riconciliazione delle ‘famiglie’ Tommaso Buscetta sente il pericolo e decide di emigrare in Brasile per seguire i suoi traffici e allontanarsi dai Corleonesi che si accaniranno su due dei suoi figli e il fratello rimasti in Sicilia. Lui stesso è braccato anche in Brasile. Ma prima della mafia è la polizia brasiliana ad arrestarlo, ad attenderlo l’estradizione e la morte sicura in Italia. Ma il giudice Giovanni Falcone gli offre un’alternativa: collaborare con la giustizia. Per il codice d’onore della mafia equivale a tradire. Grazie alle sue rivelazioni viene istruito il Maxi-Processo con 475 imputati. Le sentenze decimano la mafia, ma Totò Riina è ancora latitante. La risposta è l’attentato a Falcone e alla sua scorta. Buscetta decide di fare nomi eccellenti della politica. Riina viene finalmente arrestato. Il processo contro Andreotti invece è inficiato da una campagna mediatica contro di lui e la sua credibilità ne risente. Buscetta lascia l’Italia, lo ritroviamo a Miami, malato e sempre in allerta, in attesa della rappresaglia mafiosa. Ma la morte per malattia lo raggiunge prima della vendetta di Cosa Nostra.


“IL TRADITORE“ di Marco Bellocchio
Italia-Francia-Germania-Brasile, 2019, 148′
01 Distribution

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