SUA MAESTÀ IL TORTELLINO HA IL VINCITORE E REGNA A TAVOLA

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Trofeo del Tortellino d'Oro Bologna 2019_ph Al Pappagallo

Questa mattina a Bologna, nella prestigiosa cornice di Palazzo Malvezzi, cuore della città universitaria, è stato conferito il ‘Trofeo Tortellino d’oro di Bologna 2019

Il Trofeo, bandito dalla Confraternita del Gnocco d’Oro in collaborazione con la Dotta Confraternita del Tortellino, l’Associazione Tour-Tlen, l’Associazione Sfogline di Bologna e provincia, La San Nicola e l’Associazione Modena a Tavola è stato assegnato a Michele Pettinicchio e a Elisabetta Valenti padroni di casa del ristorante ‘Al Pappagallo‘ – per “l’inestimabile eredità culinaria petroniana racchiusa in una cucina di antiche tradizioni e nuove emozioni, servite ai tavoli di un ristorante elegante e raffinato che all’alba dei suoi cento anni di vita continua a emozionare bolognesi, italiani e stranieri” -, alla presenza del Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il Presidente della Commissione Politiche Economiche Regione Emilia-Romagna Luciana Serri, il Gran Maestro della Confraternita del Gnocco d’Oro Luca Bonacini, il giornalista e scrittore Giancarlo Roversi e i sindaci dei comuni bolognesi che hanno aderito al progetto e di Castelfranco Emilia in qualità di “terra franca” nell’eterna disputa tra petroniani e geminiani sulla paternità dei tortellini che in comune hanno solo la provenienza, l’Emilia, che offre il ricco montepremi destinato ai migliori tra i 50 partecipanti al Trofeo nelle due categorie partecipanti: “Ristoranti” e “Pastifici artigianali”.

Vincitori Trofeo del Tortellino d’Oro di Bologna 2019_da sx GM L Bonacini, M Pettinicchio e E Valente ristorante Al Pappagallo, Bologna_ph Lara Congiu

«Siamo a Bologna a presentare un volume che per noi è importantissimo». E’ con queste parole che Luca Bonacini ci racconta come si è giunti a questo grande riconoscimento. «E’ la prima volta che la Confraternita esce dai confini modenesi e questo del “Tortellino d’Oro” è il nostro decimo volume. La Confraternita si è costituita nel 2011 per iniziativa di un insieme di giornalisti, scrittori, enogastronomi e chef al fine di creare un gruppo di lavoro per mappare i prodotti emiliani che a nostro parere non avevano abbastanza credibilità ed autorevolezza, tra questi il ‘gnocco fritto’.

Il primo progetto della Confraternita è stato un libro sui bar dove tutte le mattine si frigge il gnocco fritto – crescentine per altri -, usanza peraltro abbastanza anomala nel resto delle altre provincie italiane, questa idea ci piacque molto perché ci consentiva di parlare della colazione alla modenese, alla emiliana, una vecchia usanza di cui ogni tanto si torna a parlare, di questi cibi sostanziosi che si consumavano a colazione alle prime luci dell’alba, prima di iniziare la dura giornata di lavoro.

Così abbiamo “sguinzagliato” i Cavalieri per assaggiare il gnocco fritto in questi locali dove si frigge dalle sei del mattino sino alle undici, è l’alternativa emiliana alla brioche. Alla fine abbiamo mappato quasi 100 bar dove tutt’ora vive la tradizione. Da qui in avanti è iniziata la collaborazione con le Università di Bologna e di Modena, le Confraternite, tanti gourmet, giornalisti e scrittori così da esplorare in modo diverso le nostre “bandiere”.

Trofeo del Tortellino d’Oro di Bologna 2019_Gran Maestro Luca Bonacini, Confraternita del Gnocco d’Oro_ph Lara Congiu

Abbiamo adottato lo stesso criterio per arrivare a decretare i migliori tortellini della ristorazione bolognese. 40 assaggiatori in incognito, i più insigni palati tra i Cavalieri, per oltre due mesi hanno assaggiato, valutato e votato a più riprese i tortellini dei ristoranti segnalati, circa 50.

Attraverso poi una valutazione basata sulla compilazione di una scheda molto complessa, sostanzialmente una scheda organolettica che analizza tutti i componenti del piatto e quindi il brodo, la pasta, il contenuto, alla fine abbiamo attribuito un voto numerico.
Tra le realtà selezionate ci sono trattorie, qualcuna contemporanea ed altre tradizionali, c’è anche qualche ristorante classico.

La scelta del tortellino perfetto non è stata facile, come si dice: “ogni pianerottolo ha la sua ricetta, anche ogni condominio, ogni quartiere”. I sei finalisti hanno avuto un unico comune denominatore: un grandissimo equilibrio tra pesto e sfoglia, una certa tenacia della sfoglia, la presenza di uova di qualità che sicuramente emergeva, ed un brodo che sprigionava tutte le sue caratteristiche sia erbacee che animali ma anche la temperatura di servizio ha avuto la sua importanza.

Abbiamo valutato anche i pastifici – conclude il Gran Maestro – per questi è stata predisposta una seduta straordinaria di “Tortellino Tasting”, è un settore della gastronomia poco esplorato e qui, anche loro, per una volta hanno avuto attenzione, dove chef stellati bolognesi insieme a grandi esperti hanno assaggiato i loro prodotti.

E’ importante sottolineare come le materie prime sono tutte locali, per i pastifici abbiamo assaggiato anche qualche tortellino vegano e senza glutine, abbiamo tirato fuori anche questo aspetto che è contemporaneo e cercato di consegnare un risultato che desse giustizia anche a questi ambiti della enogastronomia dando un riconoscimento anche ai migliori delle due categorie dei pastifici».

In questa giornata speciale il tortellino salta alle cronache del gusto, riceve riconoscimenti ed onori e viene incoronato “Re della tavola emiliana” ed a lui viene dedicato il volume illustrato “SUA MAESTÀ IL TORTELLINO DI BOLOGNA – THE KING” (Artestampa) a firma di Luca Bonacini, e Giancarlo Roversi, che raccoglie ricette e aneddoti legate alla storia e alle origini della pasta ripiena per eccellenza e riporta le interviste dedicate a ognuna delle attività partecipanti unite tra loro da un comune denominatore, la passione per il tortellino, viatico universale, ‘passaporto made in Bo’.

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