Bigness

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Sabrina Mezzaqui, Mandala, 2019

Il rapporto tra storia e identità (fra “destino e carattere”, direbbe Benjamin) è il tema
che riunisce Claudia Losi, Sabrina Mezzaqui e Margherita Morgantin, tre tra le
personalità più interessanti del panorama dell’arte contemporanea italiana, in questo
progetto espositivo il cui titolo, Bigness, è tratto dall’omonimo saggio di Rem
Koolhass in cui l’archistar, nel sottolineare l’odierna tendenza all’enorme che
caratterizza le città e gli edifici, ci spinge con cinismo ad aprire gli occhi sullo spazio
in cui viviamo.
Occhi che Claudia Losi posa soprattutto sull’ambiente naturale di cui ricerca una
esperienza diretta e corporea attraverso il cammino nel corso della quale raccoglie
tracce, scrive testi, immagina e ricama mappe. Abbinando un approccio analitico a
uno più emotivo, la riflessione di Losi su natura e storia si è da diverso tempo
concentrata sul corpo, reale e immaginario, della balena, simbolo di ciò che è grande
e mitico, simbolo, soprattutto, del viaggio rappresentato dal desiderio, dall’impresa,
dall’utopia.
Per Sabrina Mezzaqui l’attenzione è rivolta verso orizzonti circoscritti, visioni
domestiche ed è attratta dalle suggestioni e dalle immagini che provengono dalle sue
letture. Il libro diventa anche un vero strumento di lavoro perché, oltre ad essere
fucina di sollecitazioni e idee, diventa il mezzo costitutivo dell’opera. Così come,
attraverso una paziente disciplina manuale incentrata sul disegno, sul ricamo e sul
ritaglio, Mezzaqui trasfigura materiali semplici in immagini e oggetti preziosi,
impalpabili e rarefatti.
Il concetto secondo cui “la scienza è anche profondamente personale” nella ricerca di
Margherita Morgantin assume la funzione di cerniera che collega emotività e rigore
progettuale. Mente e cuore, visione artistica e influenza scientifica sono alla base
della sua poliedrica produzione dedicata all’esplorazione dell’ambiente, quasi sempre
luoghi vuoti e spogli, scampati alla mercificazione, che scatti fotografici, video e
performance trasformano da spazi fisici e reali in spazi mentali e immaginifici in
continua mutazione.

Dal 28 marzo al 16 maggio 2020.

Longiano (FC), Imperfetto art, via Luciano Lama 30. Info & Orari: imperfettolab.com/art

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