Torna la Live Arts Week di Xing

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A partire dal 26 marzo torna la Live Arts Week, la IX edizione della settimana dedicata alla performance ideata da Xing. La nuova edizione prevede ben due settimane di programmazione fino al 4 aprile, con numerosi eventi concentrati nei weekend e varie azioni continuative ad essi connesse e situate in diverse zone della città di Bologna. Il risultato è una sorta di mappa, di costellazione che unisce spazi diversi, lontani tra loro e dedicati ciascuno a un tipo di esperienza dissimile.

Si parte dunque giovedì 26 marzo presso la Manifattura delle Arti con azioni che si ripetono e si sviluppano nei giorni successivi. In questo primo giorno anche gli spazi di P420 si attivano per ospitare la prima italiana di Rehab Training, la durational performance dell’artista sud coreana Geumhyung Jeong, che da sempre si interroga sulla relazione tra il proprio corpo e le tecnologie. In questa occasione, Jeong propone al pubblico un ‘programma di riabilitazione’ con dispositivi e attrezzature applicato a un manichino immobile a grandezza naturale, usato nel settore sanitario, il quale sembra piano piano prendere vita. Diviene così sempre più complicato distinguere in maniera netta tra soggetto e oggetto, tra esecutore ed eseguito, tra performer e performato, comportando una sorta di fusione tra il nostro corpo e il desiderio macchinico.

Spostandosi a Localedue si potrà incontrare il duo YEAH YOU, formato da Gustav Thomas ed Elvin Brandhi: insieme padre e figlia delizieranno il pubblico con le loro escursioni musicali e geografiche improvvisate, da loro stessi definite Kh-art (Car-art). Si tratta di un’arte che si sposta su quattro ruote, quelle dell’auto di famiglia con l’obiettivo di portare il momento della creazione artistica al di fuori delle normali condizioni spazio-temporali, lasciandola emergere in ogni istante possibile. All’interno della galleria il pubblico potrà partecipare all’l’in-car video K(h)ar-t- from Khot to Krutch to Vhod. I’m not, I’m knot, un concerto registrato durante il tragitto compiuto in auto da Utrecht ad Amsterdam, mentre negli spazi esterni il duo si esibirà dal vivo in This Instead, un insieme di sound performance urbane dislocate in diverse zone della città: la Piazzetta Azzo Gardino e l’area del Ponte Stalingrado dello Spazio Hera.

Si prosegue sabato 28 marzo presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti con la lecture performance Morestalgia28032020 di Riccardo Benassi, con la quale l’artista continua il progetto nato attorno al neologismo da lui creato per parlare della nostalgia al tempo di internet e dei social network. La lezione aperta sarà accompagnata dal book launch di un tascabile edito da NERO Publishing. Infine, a chiusura della prima settimana, lo Spazio Hera ospiterà la performance Hypernating dei dance makers Cristina Kristal Rizzo e Charlie Laban Trier: una pièce immersa nell’oscurità che si sviluppa come un racconto del corpo, un monologo interiore che diventa collettivo nel mettere in discussione una società ossessionata dalla realtà biologica.

Il secondo weekend ha inizio giovedì 2 aprile presso Palazzo Vizzani, sede delle azioni quotidiane e notturne proposte da diverse personalità artistiche. Tra gli ospiti spicca l’artista, musicista, performer, programmatore, ex busker digitale e inventore della fono-cibernetica, Onyx Ashanti, in arte [symb-[i/o]-te]+[“the being formerly known as onyx ashanti”]=…onyx:em-[i/o]:sonaut-[i/o]…, che porta in scena il campus sonocyb EM-[i/o]:Son-Aut-[i/o];prototype self. Ogni giorno, Ashanti proporrà al pubblico momenti di visita e incontro, trasmissioni di dati e azioni sonore performative indoors e outdoors. Tra gli ospiti, torna anche quest’anno l’artista, designer, musicista, garment-furniture-food maker, grafico, stampatore serigrafico Canedicoda che propone per questa edizione una struttura su ruota con delle estensioni temporanee, un mobile in movimento dentro il quale lui stesso campeggia quotidianamente, brulicante di oggettistica e di elementi che possono staccarsi e andarsene via, acquisiti dai visitatori. Infine, Palazzo Vizzani ospiterà anche le field recordings, l’improvvisazione elettroacustica e lo spoken-word del sound artist ed editore multidisciplinare inglese Graham Lambkin.

Inoltre, nel suo ciclo finale, Live Arts Week dedica ogni serata ad una figura chiave della scena coreografica internazionale. Si parte con Katerina Andreou, coreografa, performer e sound-maker greca che presenta nello Spazio Hera la prima italiana di BSTRD, solo. Insieme a un semplice giradischi, l’artista dà vita a una danza in grado di disegnare le coordinate di una sorta di geometria immaginaria che rappresenta il perimetro per l’esercizio fisico di una ‘pura impurità’. La seconda dedica va alla coreografa e performer norvegese Mette Edvardsen che, insieme al compositore inglese Matteo Fargion e al soprano Angela Hicks, presenta al Teatro Auditorium Manzoni, la prima italiana dell’opera Penelope sleeps. Vocalità e musica, spazio e dimensioni si riversano all’interno di un’atmosfera sospesa dove le relazioni ra una donna, il mondo e l’altro non fanno che disfarsi e ricostruirsi. Terza dedica spetta a Yasmine Hugonnet, la coreografa e danzatrice svizzera, e alla sua performance Chro no lo gi cal. Un concerto coreografico dove i diversi linguaggi si ibridano nel dare espressione a tre corpi di donna, collocati al di fuori di ogni cronologia, che mostrano l’inizio e la fine della loro auto-conservazione, in una sorta di lotta contro il tempo e di una nuova possibile vittoria.

info: liveartsweek.it, info@xing.it, xing.it

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