Luca Vitone, Il Canone. Allo CSAC di Parma

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Luca Vitone, Maquette dell'installazione proposta per lo CSAC (2017). CSAC, Università di Parma

Dal 6 settembre al 18 ottobre 2020, lo CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma presenta il secondo appuntamento del programma di residenze d’artista Through time: integrità e trasformazione dell’opera, realizzato in occasione di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020, che vede la partecipazione di Massimo Bartolini, Luca Vitone ed Eva Marisaldi.

L’Archivio-Museo CSAC conserva a partire dal 1968 oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte, Fotografia, Media, Progetto e Spettacolo. Dopo Massimo Bartolini, che il 16 febbraio scorso ha inaugurato l’installazione On Identikit (chiusa con due settimane di anticipo, causa emergenza sanitaria, lo scorso 8 marzo 2020), a confrontarsi con questo patrimonio preziosissimo sarà Luca Vitone, già protagonista di una residenza presso lo CSAC nel 2017 nell’ambito del progetto #GrandTourists. In quell’occasione, Luca Vitone aveva potuto letteralmente immergersi negli archivi e nelle collezioni CSAC, confrontandosi al tempo stesso con la città di Parma e una rete di altri archivi e musei.

Vitone, artista che da sempre lavora sull’idea di luogo, produzione culturale e memoria, propone nell’ambito di Through time l’esito espositivo di quella residenza: Il Canone, un omaggio al concetto stesso di archivio a partire dal furgone utilizzato fino all’inizio degli anni 2000 dallo CSAC per il trasporto e l’acquisizione delle opere e degli archivi. Il mezzo di trasporto – metafora dell’azione del prelevare e dell’agire per la raccolta e la costruzione dell’archivio – sarà allestito nell’imponente navata centrale della Chiesa abbaziale, seguito da una lunga “parata” di lavori e progetti che rappresentano un ampio spettro della ricerca artistico-culturale italiana del Novecento, selezionati dall’artista con un criterio del tutto personale, quasi a ricostruire immaginari legami tra le opere conservate allo CSAC e le proprie vicende biografiche.

Per l’artista, “entrare nell’archivio del CSAC è come immergersi in un mare tropicale, di quelli noti per lo snorkeling. Impossibile non rimanerne affascinati, anche se non si riconoscono i pesci si è frastornati dai colori, dalle forme e soprattutto dalla quantità di animali da osservare. […] Ma c’era una cosa che mi tornava sempre alla mente: un furgone bianco, parcheggiato nell’angolo più lontano del piazzale, come fosse abbandonato, stava lì con la sua scritta sulla portiera ‘Università di Parma’ a testimoniare il suo ruolo passato”.

Nella visione di Luca Vitone il furgone rimanda concettualmente all’opera Das Rudel di Joseph Beuys del 1969, in cui 24 slitte in legno fuoriescono da un vecchio furgoncino Volkswagen. Come per Beuys, anche in questo caso, le 24 opere e oggetti che il furgone dell’Università di Parma lascia dietro di sè sono collegate a episodi autobiografici dell’artista oppure ad autori che hanno profondamente segnato la sua crescita artistica, riscoperti all’interno degli archivi CSAC. Tra questi figurano Ugo Mulas, Alighiero Boetti, Gianni Colombo, Lucio Fontana, Mario Schifano, Mario Nigro, Pietro Consagra, Alberto Rosselli, Afro Basaldella, Luigi Ghirri, Erberto Carboni, Archizoom Associati/Lucia Bartolini, Walter Albini, Giosetta Fioroni, Michelangelo Pistoletto, Maddalena Dimt, Franco Albini, Danilo Donati/Sartoria Farani, Ettore Sottsass jr./Sottsass Associati, Andrea Branzi, la rivista satirica “Il Male” e persino un anonimo, autore di un’imitazione di una lampada di Vico Magistretti.

Nell’abside della Chiesa sarà infine allestito il monocromo intitolato Stanze (CSAC, Parma) eseguito dallo stesso Vitone con le polveri dello CSAC nel 2017, in occasione della sua residenza, e successivamente donato al centro.

Dal 6 settembre al 18 ottobre 2020.

Parma, Abbazia di Valserena, Strada Viazza di Paradigna 1. Info & Orari: csacparma.it

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