Scritture di Frontiera 2020: tre incontri alla Biblioteca Classense di Ravenna

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Anche quest’anno, a Ravenna, si terrà Scritture di Frontiera, il progetto di Scrittura Festival realizzato grazie all’Assessorato all’Immigrazione e all’Assessorato del Comune di Ravenna e Istituzione Biblioteca Classense, all’interno delle celebrazioni previste per il 700° anniversario della morte di Dante. La rassegna, curata da Matteo Cavezzali, si svolgerà il sabato mattina (19 e 26 settembre, 3 ottobre) alle ore 11, nei chiostri della Biblioteca Classense.

Il primo appuntamento vedrà ospite la regista e scrittrice Elisa Amoruso (nella foto) che parlerà di “Sirley”, romanzo da cui è stato tratto anche il film “Maledetta primavera” con Micaela Ramazzotti, diretto dalla stessa Amoruso. Una storia di amicizia, quella tra Nina e Sirley; quest’ultima, tredicenne, ballerina di lambada, arrivata dalla Guyana francese in Sud America, ha un grande sogno: interpretare la Madonna nella processione di quartiere.

Il 26 settembre, arriverà Elvis Malaj con “Il Mare è rotondo”. Elvis è nato a Malësi e Madhe (Albania) nel 1990. A quindici anni si è trasferito ad Alessandria con la famiglia e oggi vive e lavora a Belluno. Dopo la raccolta di racconti “Dal tuo terrazzo si vede casa mia”, selezionato al Premio Strega 2018, è uscito a maggio il suo primo romanzo, “Il mare è rotondo”. Quella tra Ujkan – il protagonista del romanzo – e l’Italia è una relazione difficile. Quando aveva undici anni aveva provato a raggiungerla mescolandosi ai profughi kosovari, ma sua madre era riuscita a scovarlo un attimo prima che s’imbarcasse.

L’ultimo appuntamento, il 3 ottobre, sarà con l’immensa Dacia Maraini. Un incontro tra libri e vita. Nel ‘43 il governo giapponese, in base al patto d’alleanza stipulato con Italia e Germania, chiese ai coniugi Maraini di firmare l’adesione alla Repubblica di Salò. Rifiutandosi, i due vennero internati insieme alle tre figlie in un campo di concentramento a Tokyo. Furono liberati dagli americani, dopo due anni terribili, soltanto a guerra finita. Nella sua collezione di poesie “Mangiami pure”, del 1978, la scrittrice ha poi raccontato delle atroci privazioni e sofferenze di quegli anni. Dacia ha, in seguito, viaggiato attorno al mondo assieme al compagno Alberto Moravia, riscoprendo il valore della diversità. “La lunga vita di Marianna Ucrìa”, “Bagheria” e “Corpo felice” sono tra le opere più importanti della poetessa.

Scritture di Frontiera 2020, sabato 19, 26 settembre e 3 ottobre, ore 11, Ravenna, Biblioteca Classense, via Alfredo Baccarini 3.

Prenotazioni consigliate, istruzioni sul sito www.scritturafestival.com

 

 

 

 

 

 

 

 

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