Lezioni di moda

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Hype è un termine inglese che ormai è entrato a far parte del linguaggio comune anche in Italia. Significa letteralmente «montatura» o «gonfiamento» ed è utilizzato per indicare la strategia di marketing atta a creare una forte aspettativa del pubblico intorno a un determinato evento o prodotto. Lo scopo è di far lievitare la richiesta del prodotto da parte della massa e il conseguente aumento del prezzo di resell (rivendita) dello stesso.

Ma come si crea l’hype? Principalmente quando il prodotto è molto esclusivo e limitato o prima di eventi molto attesi come ad esempio una grande collaborazione tra brand o artisti musicali (artisti molto ricercati per le collaborazioni sono ad esempio Travis Scott, Drake e Kanye West).

Okay, prima di andare avanti cerchiamo di fare più chiarezza su alcuni termini per riuscire a mettere a fuoco i concetti. Il prezzo di retail è il prezzo di uscita di un prodotto, questo dipende puramente dalla scelta del brand e non da altri fattori, che viene scelto come anche la quantità di pezzi da produrre e rilasciare.

Il restock, invece, è la riuscita di un prodotto dopo un primo drop sul mercato.

Ed infine, poi la smettiamo con i paroloni, il prezzo di resell è il valore che il prodotto acquisisce dopo l’uscita, che varia in base alla rarità dell’oggetto in questione, alla domanda da parte degli acquirenti, e dal prezzo di retail: se il retail ha un prezzo abbastanza alto è possibile che il costo a resell sia alto, tuttavia il rapporto tra retail e il costo a resell si abbasserà. La rarità dell’oggetto è dettata dalla quantità dei pezzi usciti a retail (quindi anche dalla quantità dei restock) e dal tempo che è passato dall’ultima uscita.

Lo sappiamo, siete sorpresi dalla nostra conoscenza sull’argomento e vi chiederete anche come sappiamo tutto ciò.

Negli ultimi anni, soprattutto i giovani, hanno sviluppato un forte interesse nel mondo della moda, in particolare delle scarpe, considerate un accessorio fondamentale e distintivo del proprio abbigliamento.

Alcuni ragazzi hanno trasformato poi questa loro passione, in un vero e proprio business, che vede come protagoniste le sneakers.

Ancora una volta le persone guardano alle icone: a queste infatti la massa si si affeziona e quindi di conseguenza ai prodotti cui sono associate le icone.  Un esempio lampante sono le Jordan, sneakers prodotte dalla Nike realizzate in collaborazione col famosissimo cestista americano Michael Jordan.

Nulla si toglie però agli altri capi d’abbigliamento: maglie, felpe, pantaloni… pure calzini. Infatti anche quest’ultimi riscontrano una certa importanza.

SUPER VISIONE

Vision of super nasce da un’idea di Mirco Bandini, di origine faentina, e Dario Pozzi, due giovani ragazzi che hanno in comune l’obiettivo di creare una community con idee e gusti condivisi.  Si tratta di un brand di vestiario, che ha riscosso molto hype in Italia, ma anche all’estero. Una fiamma è il loro segno distintivo, e viene applicato sulle loro felpe, maglie, ecc

Oltre a VOS, tra gli altri brand emergenti in Italia, vi è POBHIA ARCHIVE, un marchio basato su uno dei cinque elementi, la luce, che contraddistingue il loro merchandising, dove è ritratta attraverso dei fulmini. Questi brand precedentemente citati sono indossati anche da alcune icone molto rilevanti, come rapper, perfino americani, e influencer.

COME TIRA FORTE IL VINTAGE   

Che cosa ti passa invece per la testa pensando al termine «vintage»? Molto spesso le persone pensano a qualcosa di rovinato, vecchio, associando a questi aggettivi un tono dispregiativo, ma potrete scoprire come un capo, abbandonato per anni in un cassetto, può tornare ad essere desiderato e ricercato tra i più giovani di un secolo innovativo.

Non so se avete mai avuto l’occasione ad esempio di passare tra le bancarelle delle fiere vintage: potreste sperimentarlo alla Fiera del Vintage a Forlì. Muoversi tra quei jeans strappati e quegli orecchini argentati, leggermente segnati dall’età, sembra quasi come se davanti ai nostri occhi scorresse una pellicola, e ci venissero presentate epoche e realtà diverse attraverso la moda.

Il vintage è infatti proprio questo: una moda. Tirate fuori vestiti e accessori dagli armadi dei vostri nonni o dei vostri genitori e create anche voi abbinamenti unici che rendano irripetibili i vostri outfit, permettendovi di creare la vostra personalità vintage. Da questo punto di vista il vintage è certamente unica nel suo genere: ogni capo, ha il suo pizzetto, le sue pieghe, la propria fantasia.

Molto spesso i brand non mirano a creare nuove tendenze, ma a riportarne a galla delle vecchie, affidandosi a quel sentimento di comfort che viene associato alle tendenze che hanno fatto impazzire milioni di persone negli anni passati. Ci si affida all’attaccamento delle persone, al sentimento di nostalgia, nei confronti di icone e stili che hanno caratterizzato le rispettive, ruggenti, gioventù di ognuno.

I vestiti, di qualunque stoffa siano fatti, raccontano storie e mantengono vivi ricordi e memorie. Ed è forse per questo motivo che questa moda sta spopolando: il vintage che non ha età, richiede soltanto un passato da cui prendere spunto e storie da raccontare.

Francesco Dotti, Lorenzo Bassi, Pietro Melandri, Fatima Krekic, Giada Dardi e Chiara Foschi, 2ªFS Liceo Torricelli-Ballarini, Faenza

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