Forlì is in the details, la città raccontata agli amici

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Quante volte sarà capitato ad ognuno di noi di trovarci nella situazione di dover spiegare a degli amici stranieri dove si trova la nostra città e ci siamo scontrati con la difficoltà di definire dei punti geografici di riferimento che loro potessero conoscere. A Clara Longhi è successa la stessa cosa: come spiegare all’estero dove si trova Forlì? Ed è così che è nata Forlì is in the details, la mappa della città raccontata dai locali, disponibile presso ‘La Botteghina del Libro’ a Forlì.

«L’idea mi è venuta viaggiando», racconta Clara. «Io per lavoro e per studio sono stata molto all’estero e molti miei amici non hanno idea di dove si trovino le città in Italia, eccetto Roma. In più, ho sempre avuto una passione per le cartine e le mappe cartacee. Negli ultimi anni hanno cominciato a circolare queste cartine un po’ particolari: ad esempio ne ho acquistata una a Santorini che mi era piaciuta molto perché aveva anche una bella grafica e me la sono poi appesa alla parete. Sulla mia città non esisteva una cosa del genere e allora mi sono detta: perché su Forlì no? È nata così l’idea di scrivere dei consigli, rivolti in primis ai miei amici…».

Che cosa si può trovare dentro a questa mappa?

«Ci sono più sezioni: in una è rappresentata la mappa di Forlì, con una parte dedicata allo stemma della città che è poco conosciuto. C’è poi una parte dedicata ai piccoli dettagli della città, da cui prende nome la guida stessa, e che raccoglie tutta una serie di particolari che si possono osservare passeggiando per Forlì. Ci sono poi i personaggi forlivesi che ne hanno fatto la storia: si parte allora con la statua di Sassi nell’omonima piazza per arrivare a quella di Mordani, oppure ci si sofferma sui nomi di alcune vie spiegando perché si chiamano così e chi era la persona a cui sono dedicate. Sul retro invece c’è una cartina della Romagna, da Rimini a Imola, con alcuni consigli su cosa fare nei dintorni. L’idea è sempre quella di cercare di rispondere alla domanda: ‘se ho un amico, dove lo porto?’ E si parla quindi ad esempio di Ravenna come capitale del mosaico, di Faenza come città della ceramica o dell’olio di Brisighella. Senza poi dimenticare il mare, i balli, la colazione all’alba in riva, le passeggiate per le Foreste Casentinesi o i giri in canoa a Ridracoli. C’è poi un’altra parte dedicata agli eventi che ci sono durante l’anno in zona: si tratta di esperienze a me care, come la Festa Artusiana, il Festival dei corti di Forlì, la Festa di Santa Lucia o la Festa della Madonna del Fuoco. Ci sono poi ovviamente le informazioni turistiche più pragmatiche, del tipo come chiamare un taxi, in quali hotel alloggiare, dove si trova l’ufficio informazioni, come si compra un biglietto… Poi ci sono le due sezioni Speak like a local e Eat like you speak: nella prima ci sono alcune parole dialettali che si usano quotidianamente, nella seconda invece alcuni consigli sulla cucina locale. Infine, per l’ultima parte ho coinvolto degli amici, forlivesi di origine o d’adozione, e ho chiesto loro di dare dei consigli e l’ho chiamata Locals Suggest».

È stato quindi anche un gran lavoro di ricerca…

«È una cosa nata così, per gioco, un po’ per scherzo, senza pretese di voler insegnare niente a nessuno. Le mie ricerche si sono basate su libri e altre fonti più autorevoli. È stato anche un modo per conoscere la mia città. Quando ho coinvolto i miei amici ho chiesto loro, nel giro di una settimana, di darmi un consiglio. Tutti volevano dire molte più cose, ma ho cercato di selezionare le più interessanti ed incognite: alcuni hanno consigliato un locale per l’atmosfera, dove mangiare la piadina, una coppia ha fatto un percorso su Forlì e la medicina, ad esempio.»

«Per la grafica invece ho coinvolto questo ragazzo, Christoph Brehme, che ha creato il design. L’idea era di fare una cosa gradevole da potersi portare a casa e appendere come poster. Un ricordo insomma».

Un po’ come hai fatto tu con quella di Santorini!

«Sì esattamente, proprio così! Mi è sembrata una bella idea e ho pensato che sarebbe stato carino farla anche per la mia città».

Mentre me la raccontavi, stavo pensando che, nonostante sia in lingua inglese, potrebbe essere uno strumento anche per il turismo locale, perché ci sono delle cose che magari abbiamo sempre sotto gli occhi e non si conoscono abbastanza…

«È vero, ovviamente sempre senza avere pretese di insegnare niente a nessuno, però io in primis mi sono accorta che su certi dettagli non ho mai ragionato pur passando di lì molto spesso. Penso ad esempio all’architettura particolare su progetto di Gio Ponti. Sono piccole cose che sono sempre sotto gli occhi di tutti e quindi Forlì is in the details potrebbe anche essere un modo per riscoprire la città».

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