“Ristorante chiuso? Via i tavoli e divento fioraia”

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“Ristorante chiuso? Via i tavoli e divento fioraia”. Ancora una volta la chiave che ha permesso di far fronte alle conseguenze della pandemia è la resilienza: Severine Isabey, titolare del Mamì Bistrot di Rivabella di Rimini, si è rimboccata le maniche per affrontare attivamente e con un pizzico di creatività un momento di difficoltà.

Prima che tornassimo in zona gialla, infatti, quando ancora non si poteva prevedere se e quando i ristoranti avrebbero riaperto, la titolare del locale decide di non aspettare più, di fare qualcosa: sfrutta la licenza di negozio annessa alla sua attività ristorativa e converte parzialmente il locale in una mini-boutique di “fiori stabilizzati”.

E l’idea dei fiori non è stata casuale: “Ho frequentato per anni corsi per diventare floral-designer e, anche se la mia principale passione resta la ristorazione, anche al Mamì ho messo in pratica tutto ciò che ho imparato in questi anni realizzando personalmente alcune coreografie floreali per abbellire le sale e i nostri tavoli. Fa parte di me voler arricchire la mia personalità coltivando diverse passioni, una scelta che va al di là del prepararsi un piano B dal punto di vista lavorativo”. Poi aggiunge “In questi giorni di chiusura, poiché nel locale ho anche la licenza di commercio al dettaglio, ho deciso di sfruttare le mie competenze e allestire una piccola dependance in una sala che utilizzavo poco, dedicandola alla vendita di fiori stabilizzati, una speciale tecnica di trattamento del fiore che, nel momento migliore del suo ciclo vitale, viene ‘stabilizzato’ attraverso un processo di essiccazione in camera iperbarica in modo da preservarne le peculiarità (di aspetto e di profumo) per diversi anni e senza bisogno di alcuna manutenzione”.

Severine ci racconta anche del suo luogo d’origine, la Francia, e delle usanze e tradizioni che ha portato con sé e che, grazie a questa attività, condivide con i suoi clienti. In Francia, infatti, ci racconta, quando si va a fare la spesa ogni settimana, non si rinuncia mai a comprare una baguette e un bel mazzo di fiori.

Amo le cose belle, ma anche le cose belle che costano poco, come un fiore, anche raccolto. In Francia, nel paese da cui provengo, ci sono dei gazebi o piccoli negozi di fiori, che aprono principalmente nei giorni di mercato, ed è una cosa molto comune fermarsi a comprarli per abbellire la propria casa. Sono cresciuta con questa abitudine e la porto qui nel mio negozio perché credo che, soprattutto in un periodo come questo, un bel mazzo di tulipani può rallegrare e colorare le giornate, tiene compagnia tutta la settimana a un costo bassissimo; riempie l’anima”.

Nonostante il passaggio alla zona gialla, Severine ha deciso di portare avanti la doppia attività: all’interno del Mamì Bistrot ci sono tre sale, e ha allestito una di queste per la vendita dei fiori stabilizzati. “Ho scelto il fiore stabilizzato proprio perché mi rendo conto che qui non è abitudine comprare fiori ogni settimana, ma questa tecnica preserva i fiori per una durata maggiore. Dalla riapertura del ristorante, molti clienti hanno apprezzato questa scelta: alcuni si fermano a mangiare e comprano i fiori prima di andare via, altri semplicemente scelgono di rimanere all’interno del locale per molto più tempo anche dopo il pasto perché percepiscono un ambiente positivo: una ragazza, ad esempio, è rimasta a lavorare in smart working con il suo PC tutto il giorno.”

Severine, così ci racconta, è cresciuta dovendo sempre lottare per raggiungere i suoi obiettivi, e questo le ha permesso oggi di reagire attivamente, di provare in tutti i modi a trovare, pensare, creare una soluzione. “Penso anche all’educazione che do ai miei figli: non puoi rimanere ad aspettare che qualcun altro faccia qualcosa per te”.

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